LE LIDO EFFEUILLE SA COM

Rarissime. À l’occasion de sa 27e revue, le Lido a décidé de s’associer à une agence de pub. La Chose livre donc une campagne print pour le cabaret intitulée « Le Lido, Paris vibre ici ».

Édith Piaf, Marlene Dietrich, Joséphine Baker, Laurel et Hardy, Dalida, ou encore Elton John. Et bien sûr, ses fameuses danseuses, les Bluebell Girls… Depuis 1946, le Lido (de Paris) est un des lieux de rendez-vous les plus prisés des nuits parisiennes. L’établissement accueille chaque année, sur la plus belle avenue du monde, touristes et autochtones souhaitant découvrir ce lieu mythique. Une mixité importante selon Hervé Duperret, directeur général de la salle de spectacle : « Le Lido plaît autant aux touristes, venus chercher l’identité de la capitale, qu’aux Parisiens en quête de nouveautés. C’est ce mélange qui fait notre force. » Fait rare, le cabaret a ouvert une compétition pour externaliser la création de sa nouvelle campagne.

Le Lido et La Chose, un partenariat inédit

« À la suite de la mise en place de notre 27e revue [en 2015], nous voulions créer un nouveau territoire de communication, nous avons donc recherché une agence pour nous aider dans cette entreprise », déclare Nathalie Bellon-Szabo, présidente du Lido, avouant que « le projet se trouvait à un tournant stratégique de son évolution et devait faire coïncider son identité glamour avec la modernité ». Après une compétition lancée en juillet, mettant en lice quatre agences, c’est finalement l’enseigne fondée en 2006 par Eric Tong Cuong et Pascal Grégoire qui l’emporte. Pour la directrice générale adjointe de La Chose, Florence Couvidat : « C’était un gros challenge ! Il fallait retranscrire les émotions dans le respect des traditions, le tout en s’inscrivant dans l’air du temps. Cet exercice n’est pas forcément évident même si le cadre est exceptionnel. » Première née, une campagne d’affichage 360 intitulée « Le Lido, Paris vibre ici », lancée le 14 novembre. Deux visuels sont déjà visibles et un troisième complètera ce dispositif courant 2018, probablement aux environs de juillet.

Luxe, mode et volupté

« Nous sommes partis de l’univers cabaret et y avons réinjecté des codes issus du monde du luxe et de la mode », annonce Giulia Machabert, directrice artistique de l’agence, ayant confié la réalisation des clichés à l’œil du Tchèque Michal Pudelka. Âgé de 25 ans, il travaille régulièrement avec Vogue pour des maisons telles que Bimba y Lola, Moncler ou Valentino. Les affiches représentent des danseurs du Lido sur les toits de Paris, d’un côté, Charlotte Calixte et de l’autre, Alicia Maury et LaMichael Leonard Junior. Comme le souligne Florence Couvidat, « c’est l’agence qui a recréé les costumes afin de coller jusque dans les moindres détails à l’identité du Lido. » Sous la direction de Claire Dhelens, rédactrice mode pour Vogue France, entourée d’une équipe de créateurs – parmi lesquels Julien Vermeulen, artiste plumassier lauréat du Grand Prix de la Création de la ville de Paris en 2015 -, elle propose des costumes à plumes teintés du bleu emblématique de l’établissement. Le décor est proposé par le studio canadien Sarno grâce à la technique du matte painting : « La plus grande difficulté du shooting a été le plan incliné », révèle Hervé Duperret. Les Bluebell Girls en ont vu d’autres…

 

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Dieci giacche must-have per questo inverno

Dal Montgomery fino all’Eskimo passando per il chiodo e il bomber: tutti i pezzi cult per questo autunno-inverno

L’inverno è ormai alle porte ed è tempo di pensare a cappotti e giacche pesanti. In ogni guardaroba maschile che si rispetti non può mancare il classico cappotto tre bottoni di lana, Marni lo propone in tessuto check dalla vestibilità asciutta, i più pratici invece apprezzeranno la proposta di Moncler, che con i suoi piumini ci tiene da generazioni al caldo. Belstaff pensa ai patiti della motocicletta con la sua giacca da biker in pelle lavorata e antidata, mentre Dolce&Gabbana re-interpretano il classico bomber rendendolo unico mediante applicazioni e ricami. Tra le dieci giacche must-have che un uomo deve possedere nel suo armadio non può mancare l’impermeabile, Neil Barrett punta su linee classiche e decori arty, il montgomery è un altro caposaldo maschile e Gucci lo rende unico grazie a ricami dallo stile romantico. Gli amanti dello stile vintage impazziranno per l’Eskimo firmato Woolrich, mentre i più giovani non riusciranno a resistere alla giacca in tela denim con interno in shearling proposta da Levi’s Made & Crafted, anche Lanvin stupisce con il suo shearling che è corto e avvitato.

Le opzioni proposte dagli stilisti sono davvero infinite ed è impossibile non trovare la giacca perfetta per voi. Dal cappotto al ginocchio fino alla giacca imbottita passando per il classico giubbotto in montone le varianti sono infinite, sta a voi trovare la più adatta.

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Eppure io #VedoRosa per il calcio azzurro!

islanda

Non in quello di casa nostra, intendiamoci. Però, mentre da noi si consuma lo psicodramma nazional-popolare di un Mondiale senza Italia, con il corollario di anziani presidenti di Federazione abbarbicati alla loro sedia, in altre latitudini qualcuno esulta e potrebbe insegnarci qualcosa.

Fino a una decina di anni fa, Islanda e calcio, nella stessa frase, non ci potevano stare. Oggi, mentre noi rosichiamo, la Nazionale della minuscola isola del Nord Atlantico si è qualificata per Russia 2018, senza nemmeno dover ricorrere agli spareggi, come sarebbe toccato a noi. E’ la prima nazione di meno di un milione di abitanti (un bel po’ meno, parliamo di un terzo) a riuscirci dal 1930 in poi. Un caso? Un’epica botta di culo, come nel calcio se ne sono già viste (indimenticabile l’Europeo vinto dalla Grecia nel 2004)?

Direi proprio di no. Al limite, dovrebbe essere una serie di colpi di fortuna che neanche Gastone, il cugino di Paperino: l’Islanda attualmente occupa il 19° posto del Ranking Fifa, nel 2016 agli Europei è arrivata fino ai quarti di finale, dopo aver eliminato i “maestri” inglesi…

Quel che è accaduto è che il Governo islandese negli anni 2000 ha pensato di utilizzare lo sport, e in particolare il calcio, come strumento per contrastare alcolismo e tabagismo dilaganti tra i ragazzi. Mica facile, in un Paese dove allora esisteva un unico campo che non congelasse durante i rigidi inverni dell’isola. Bisognava puntare sulla costruzione di impianti indoor, lavorare sulle scuole calcio, investire nella formazione dei tecnici e dei dirigenti… bisognava costruire un movimento. Bisognava indossare occhiali con le lenti rosa, per vedere rosa il futuro.

I risultati? Be’ una nazionale che fino a 10 anni fa veniva ricordata soltanto per aver fatto giocare padre e figlio nella stesso incontro internazionale, va ai mondiali accompagnata dal “Geyser Sound” dei suoi tifosi. E noi ci becchiamo gli sfottò dell’Ikea e l’insopportabile arroganza di Tavecchio.

Si chiama programmazione, caratteristica che noi italiani, che ci vantiamo di essere campioni del mondo del colpo di reni (e in questo probabilmente lo siamo!), fatichiamo ad assimilare e applicare. Quindi, visto che anche l’Islanda gioca con una maglia blu, urliamo convinti “Forza Azzurri”… sperando che ci prestino quei famosi occhiali rosa.

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Napoli calcio, Insigne firma la seconda miglior partenza di sempre in Serie A

Napoli, 19 novembre 2017 – Grande partita di Insigne in azzurro: l’Italiaavrebbe voluto sentire questa frase lunedì sera, quando in ballo non c’erano solo i tre punti del campionato ma l’accesso a un evento che si verifica con cadenza quadriennale. Purtroppo la storia è nota e, mentre i vertici del nostro calcio si leccano le ferite, c’è una squadra che vola in Serie A proprio grazie alle magie del folletto di Frattamaggiore. Quello che per Venturacontro la Svezia non era indispensabile.

SECONDI DI SEMPRE – Per fortuna del Napoli non la pensa così Sarri, che al termine del match vinto sul Milan ha ribadito la sua stima nei confronti del numero 24, che ha rotto gli indugi con i rossoneri e ha firmato anche un palo – in fuorigioco – che avrebbe fatto gridare al grande gol. L’unica nota stonata per gli azzurri è la rete subita nel finale per mano di Romagnoli, comunque vana grazie alla marcatura di Zielinski. Insomma, dopo il pomeriggio opaco di Verona, la banda Sarri torna a macinare punti, magari senza brillare nell’intero arco dei 90′: è questo l’interrogativo, tra l’altro non inedito, che lascia il Napoli, squadra ormai abituata a partenze sprint per poi calare nella ripresa. Già, le partenze sprint: soltanto la Juventus dell’annata 2005/2006 ha saputo fare meglio dei partenopei nella stagione in corso, che su 13 partite ne hanno vinte 11, completando il quadro con 2 pareggi, entrambi a reti bianche. Sintomo che anche nelle giornate meno fortunate il castello difensivo di Sarri regge.

RIMPIANTI MONDIALI – Forse non è proprio il caso di ieri. Nella ripresa infatti il Napoli ha abbassato troppo il baricentro evidenziando una condizione fisica non all’altezza in molti uomini, compreso Insigne, in affanno dopo i fasti del primo tempo: il Magnifico ha lavorato 64 palloni, concludendo per 3 volte nello specchio della porta difesa da Donnarumma, costretto a subire la furia della bestia nera del Milan. Sono infatti 7 le reti del folletto di Frattamaggiore contro il Diavolo, la sua vittima preferita, così come sono 7 pure le marcature stagionali. Non abbastanza per convincere l’ex CT Ventura a puntare su Insigne nel doppio confronto con la Svezia. Certo, a parziale discolpa del tecnico genovese va detto che la difesa dei gialloblù scandinavi non avrebbe lasciato aperte quelle voragini ammirate ieri nelle maglie rossonere ma perché privarsi quantomeno della possibilità di non avere rimpianti? E anche qualche mugugno in meno da parte degli addetti ai lavori.

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Osvaldo: “A Roma c’è gente malata di calcio che ti insulta se non baci la maglia”

Pablo Daniel Osvaldo, ex attaccante della Roma, ha rilasciato queste dichiarazioni a La Gazzetta dello Sport:

Di lei si diceva non fosse un vero professionista.
“Cazzate. Mi sono sempre allenato al top, parlavano perché ero stravagante. Al 90’ per me finiva tutto e non ero un Cristiano Ronaldo che faceva palestra a casa dopo l’allenamento. Ma questo cosa vuol dire? Avevo altri interessi fuori dal campo, pagai anche per questo”.

Qualcosa che non rifarebbe?
“A Roma avrei dovuto gestire meglio certi momenti. Ma lì c’è gente malata di calcio che ti insulta se non baci la maglia, quasi dimenticandosi dei 28 gol in 2 anni. Sarei rimasto un altro anno solo per farmi rimpiangere”.

Pace fatta con Lamela?
“Ma certo… Uno scontro subito risolto, ma i media fecero casino. Ragazzo d’oro, lo abbraccerei”.

Esiste l’amicizia nel calcio?
“Certo, De Rossi è un fratello”

E Totti?
“Ha fatto la storia. Persona fantastica, fa morire dal ridere”

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Barcellona, si rinnova la maglia 2018-2019: Nike rende le strisce blaugrana più sottili

La stagione 2017-2018 è iniziata solo da qualche mese, ma iniziano già a trapelare come di consueto i primi particolari sulle maglie che indosseranno i principali club nella prossima annata. Il sito Footyheadlines.com, sempre informato su un tema che appassiona tifosi e collezionisti, ci ha fornito importanti anticipazioni su come dovrebbe essere la divisa 2018-2019 del Barcellona.

Osservando le immagini possiamo notare come le strisce blaugrana presenti sul lato anteriore della casacca siano diventate ancora più sottili. Pantaloncini e calzettoni diventano invece blu navy, un cambiamento che appare piuttosto intrigante.

 

A livello generale, invece, la divisa 2018-2019 a cui sta lavorando Nike dovrebbe presentare colori piuttosto simili a quelli che stanno indossando attualmente Messi e compagni. Il baffo, simbolo che caratterizza lo sponsor tecnico anche nella prossima stagione sarà in oro. I loghi degli sponsor invece dovrebbero essere in bianco.

Chi ha maggiore memoria noterà alcune somiglianze tra il kit del Barcellona 2018-2019 e quello indossato dalla formazione catalana nel 2011-2012.

A livello tecnico la maglia dovrebbe basarsi sulla nuova generazione del modello Nike Aeroswift. Il tessuto utilizzato diventa quindi più leggero per favorire in modo maggiore la traspirazione degli atleti durante le varie fasi di gioco. Per l’ufficializzazione del kit sarà però necessario attendere il mese di maggio 2018.

 

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ULTIM’ORA PARIGI, 21:34 CALCIO, FRANCIA; BENZEMA: CON DESCHAMPS CT NO CONVOCAZIONE

“Avevo disputato una grande stagione eppure non sono stato convocato per gli Europei del 2016, ne’ ho ricevuto spiegazioni. Io non ho mai avuto problemi con Deschamps, ma so che finche’ sara’ lui il commissario tecnico, io non saro’ piu’ convocato”. Cosi’ l’attaccante del Real Madrid, Karim Benzema, che non veste piu’ la maglia dei “bleus” dall’ottobre del 2015, da quando esplose lo scandalo per il caso del video a luci rosse e la presunta tentata estorsione ai danni dell’ex compagno di nazionale, Mathieu Valbuena. “Sperare nel Mondiale? Il calcio ti obbliga a crederci sempre, ma non sono in nazionale da due anni e mezzo e non sono stupido da illudermi”, ha aggiunto Benzema a Canal Football club.

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Serie B – Il Grifo affonda in laguna. Passa il Venezia per 1-0

Va sempre peggio il Perugia che contro la formazione di Inzaghi paga lo scotto della partenza a mille dei padroni di casa che vanno subito in vantaggio. Pinzani lascia i grifoni in 10 per l’espulsione di Cerri a certo non è lui l’alibi per la sconfitta

VENEZIA: Vicario, Domizzi, Modolo, Andelkovic, Zampano, Falzerano, Bentivoglio, Pinato, Garofalo, Moreo, Marsura. A disposizione: Barlocco, Buscagin, Cernuto, Del Grosso. Fabris, Gejio, Gori, Signori, Soligo, Stulac, Suciu, Zigoni. All: Filippo Inzaghi

PERUGIA:Rosati, Zanon , Volta, Monaco, Pajac, Bianco, Colombatto, Terrani, Han, Bandinelli, Cerri. A disposizione: Nocchi, Santopadre, Belmonte, Brighi, Bonaiuto, Casale, Di Carmine, Dossena, Emanuello, Falco, Frick. All: Roberto Breda

ARBITRO: Sig. Pinzani di Empoli

ASSISTENTI: Cecconi di Empoli – Cipressa di Lecce

IV UOMO: Chiffi di Padova

Tutto pronto. Le squadre scendono in campo e sono pronte a partire.

Qualche istante di ritardo per un problema alla rete della porta di Vicario. Gli addetti stanno cercando di sistemare.

1’pt: si inizia. Striscione alzato nel settore ospiti.”Solo per la maglia e per la città”

2’pt: prima occasione per il Venezia. Incursione pericolosissima di Pinato e grandissma risposta di Rosati che salva il risultato

5’pt: RETE DEL VENEZIA. Punizione, sponda di Pinato, palla per Garofalo che fa esplodere un destro imprendibile per il portiere perugino

10’pt: La gara si mette subito in salita per i grifoni che cercando di ritrovare il bandolo della matassa provando a servire Cerri

13’pt: Grifo in avanti con una rovesciata di Han che termina sul fondo. Comunque nulla di fatto perchè l’assistente ferma per offside

15’pt: punizione dalla distanza per i grifoni. Batte Pajac, palla deviata. Corner perugino

22’pt: Ammonito Bianco

25’pt: punizione dalla distanza, batte Pajac che mira direttamente in porta con Vicario che ferma tutto. Fischio del direttore di gara per un fallo di Volta su Domizzi

32’pt: Venezia che pressa cercando un varco dalle parte di Rosati. Forti proteste dei padroni di casa per un fallo su Pinato in area. Tutta la panchina veneziana reclama il penalty ma Pinzani lascia proseguire. Intervento più che sospetto ma tira un sospiro di sollievo la squadra perugina

35’pt: punizione per il Venezia da ottima posizione. prima della battuta cure mediche per Falzerano che fa segno di qualche problema al ginocchio

36’pt: si riprende dal punto di battuta, Volta intercetta di testa. Falzerano rientra in campo con una fasciatura al ginocchio

42’pt: punizione Perugia con Colombatto che tira in port. Vicario senza patemi fa sua la sfera. Battut sfruttata poco e male dai grifoni

44’pt: Ammonito Garofalo

45’pt: finito il tempo regolamentare. Si giocherà per altri 2 minuti

45’pt: ancora calcio piazzato Grifo. Battuta lunga, sbuca a sorpresa Bandinelli che non trova la porta

45’pt: giallo per Cerri per fallo su Domizzi

47’pt: finisce qui la prima parte della gara con un Venezia che parte fortissimo e va in vantaggio . Perugia in campo più remissivo anche se accenna la reazione dopo la rete. Adesso 15 minuti per riflettere e cercare di rimettere in piedi le idee per la formazione di mister Breda che non può tornare assolutamente a casa a mani vuote

1’st: si riprende. Stessi 11 per parte del primo tempo

3’st: Venezia ancora in avanti, accelerazione di Falzerano, apertura per Garofalo che prova un traversone che però va direttamente in porta. Fuori

7’st: prima vera occasione da rete per gli umbri. Cerri prolunga per Terrani che al limite dell’area prende pallam, si gira e tira. Poco buona la mira con la palla che termina fuori

10’st: ammonito Han

10’st: Primo cambio per il Grifo. Esce Terrani per Bonaiuto

14’st: ESPULSO CERRI PER DOPPIO GIALLO. Fallo su Modolo e Pinzani estrae il secondo cartellino per l’attaccante perugino. Adesso sono davvero guai per il Grifo

16’st:Botta di Garofalo dai 30 metri, palla a lato della porta

17’st: Breda le tenta tutte con il secondo cambio. Esce Han per Di Carmine

20’st: Fasi poco vivaci della partita con il Venezia che abbassa un po’ il baricentro e lchiude la via al Perugia

24’st: sostituzione Perugia. Esce Colombatto per Frick

24’st: cambio anche per i lagunari. Esce Marsura e tocca a Geijo

27’st: si mette sempre peggio per il Grifo. I biancorossi in inferiorità numerica non riescono a creare occasioni da rete. Centrocampo statico e per andare in rete non ci sono appigli di nessun tipo. Davvero molto male la formazione di mister Breda

32’st: contropioede del Venezia con Falzerano che scappa via in corsa e prova la conclusione. Fuori

33’st: chance del 2-0 per i lagunari. Falzerano apre da fuori area per Garofalo, tiro a due passi da Rosati con la palla che termina fuori

37’st: tutto avanti il Venezia che approfitta dell’uomo in meno per cercare di chiudere la gara. Il Grifo da parte sua fa fatica ad andare dalle parti di Vicario

38’st: cambio Venezia. Entra Zigoni al posto di Moreo

40’st: altro pericolo Venezia. Gijico mette un assist perfetto per Zigoni a due passi dalla porta con Rosati che intercetta e fa sua la sfera

45’st: finito il tempo regolamentare. Il direttore di gara assegna 4 minuti di recupero

49’st: Termina qui la gara con la sconfitta del Grifo per 1-0. Ci sta la difficoltà con l’uomo in meno per l’espulsione di Cerri ma di certo il Perugia ha fatto poco se nopn pochissimo. I lagunari scendono in campo cattivi e determinati e segnano la rete del vantaggio. I biancorossi provano a reagire ma senza grande convinzione. Nessun tiro di porta degno di nota, giocatori con poca personalità e arriva una sconfitta che, vista la classifica, complica la strada dei biancorossi

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Adidas, ecco le maglie per il Mondiale 2018: i kit si ispirano alla tradizione

Adidas Football ha presentato gli home kit che saranno indossati dalle federazioni sponsorizzate dal brand tedeco ai Mondiali in programma la prossima estate in Russia. Ogni maglia si ispira ai modelli del passato, ma si cala perfettamente nel XXI secolo grazie a contenuti innovativi e lavorazioni d’avanguardia.

Juergen Rank, Senior Design Director del marchio ha voluto spiegare quali siano stati i motivi ispiratori delle divise: “Nel corso dei decenni Adidas ha creato un’infinità di prodotti, innovazioni e look che sono diventati autentiche icone nel mondo del calcio. Il nostro desiderio è celebrare quelle icone nel mondo di oggi.”

Lo stesso vale per i tifosi, che desiderano autenticità ma anche evoluzione. Vogliono qualcosa con cui potersi immediatamente identificare, ma che al tempo stesso contenga le ultime innovazioni e tecnologie. Noi facciamo incontrare le esigenze dei giocatori e quelle dei tifosi, le esigenze per lo sport e quelle per il tempo libero, quelle per lo stadio e per la strada”.

Maglie Adidas Mondiali 2018 – La Germania campione del mondo

Il nuovo home kit della Germania, campione del mondo in carica, può essere considerata una moderna interpretazione di una delle divise più famose al mondo tra quelle indossate dalla nazionale tedesca: l’iconica maglia dei mondiali 1990.

La nuova divisa presenta così una silhouette ad alte prestazioni ottimizzata e rilavorata, con taglio spalle abbondante. Sulla parte posteriore del collo in due tessuti compare la scritta “Die Mannschaft”. Lo stemma oro dei campioni del mondo campeggia sul davanti. mentre uno speciale “marchio” all’interno dello scollo rende omaggio al legame tra il nuovo kit e quello degli anni ‘90.

Maglia Adidas Mondiali 2018 – La Russia

L’home kit della nazione ospitante, la Russia, è anch’esso una rivisitazione moderna della maglia indossata dall’Unione Sovietica ai Giochi olimpici del 1988, in cui la squadra vinse l’oro. Di colore rosso, presenta delle linee bianche che partono dal dorso, percorrono le braccia e giungono sul petto, creando un look contemporaneo di forte impatto visivo. Sul retro del collo compaiono come segno distintivo la bandiera russa, l’aquila russa e la scritta “Вместе К Победе”, che significa “Uniti dalla vittoria”.

Maglie Adidas Mondiali 2018 – L’Argentina

Il nuovo home kit dell’Argentina celebra i 125 anni dell’AFA, la federazione calcistica argentina. L’omaggio all’anniversario si esprime inserendo nelle iconiche righe bianche e azzurre un discreto richiamo all’alloro, elemento chiave presente sia nello stemma dell’Argentina sia nell’emblema dell’AFA, qui proposto in chiave contemporanea grazie al moderno effetto pixel. La maglia presenta inoltre un marchio in rilievo composto dall’alloro e dal numero 125, mentre le due stelle dorate poste sopra lo stemma celebrano i due mondiali FIFA vinti dal paese.

Maglie Adidas Mondiali 2018 – La Spagna

L’home kit della Spagna rende omaggio a una delle maglie più famose della nazionale spagnola, quella indossata ai campionati del mondo del 1994 negli Stati Uniti. Si caratterizza per un dinamico design grafico a linee, costituite da rombi nei colori del rosso, giallo e blu. I rombi rappresentano l’energia, la velocità e lo stile calcistico che ormai contraddistinguono la squadra spagnola.

Maglie Adidas Mondiali 2018 – La Colombia

Rivisitazione contemporanea della maglia colombiana più iconica di sempre, quella indossata ai Mondiali di calcio del 1990 in Italia, il nuovo home kit della Colombia presenta sul lato un motivo grafico blu e rosso che richiama i colori della bandiera nazionale e al tempo stesso reinterpreta il design della maglia degli anni ‘90. Il marchio sul retro del collo reca la scritta “UNIDOS POR UN PAIS” (uniti come una sola nazione).

Maglie Adidas Mondiali 2018 – Il Giappone

È all’abbigliamento artigianale giapponese che si ispira invece la nuova maglia del Giappone.  La grafica rimanda infatti al tradizionale punto da ricamo Sashiko, realizzato con filo ruvido bianco su una base color indaco.  La maglia propone una nuova tonalità di blu con tocchi di rosso e bianco in riferimento alla bandiera nazionale. Il marchio sul retro del collo celebra i momenti importanti della storia della federazione calcistica giapponese.

Maglie Adidas Mondiali 2018 – Il Messico

Ispirato alle maglie dei primi anni ‘90, l’home kit del Messico rappresenta il passaggio perfetto dallo stadio alla strada, pensato per i tifosi di “El Tri”. Una grafica percorre il verde base della maglia dall’orlo fino al petto, mentre la scritta “Soy Mexico” sul collo completa gli elementi visivi che fanno riferimento al paese messicano.

Maglie Adidas Mondiali 2018 – Il Belgio

Per il Belgio Adidas ha invece scelto una serie di rombi ad altezza petto con i colori della bandiera e lo stemma della nazionale al centro.

Le maglie possono già essere acquistati da appassionati e collezionisti sul sito adidas.com/football.

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Adidas, svelate le maglie per il Mondiale in Russia

Lo sponsor tecnico tedesco ha pubblicato le immagini delle divise che indosseranno le varie nazionali nell’estate del 2018: in Spagna un blu poco intenso ha sollevato qualche polemica, per Germania e Argentina un tuffo nel passato, linee semplici anche per Messico e Russia

Una dopo l’altra, l’azienda tedesca Adidas sta svelando tutte le nuove maglie da gioco che le varie nazionali indosseranno nella prossimo Mondiale in programma in Russia nell’estate del 2018. Il noto marchio sportivo sta così pubblicando numerose foto attraverso i propri profili social e non solo riguardanti proprio le divise che vedranno otto delle principali squadre del mondo scendere in campo proprio in Russia nella massima competizione a livelli di nazionali. Europa, Sudamerica e non solo, le squadre interessate sono Argentina, Belgio, Colombia, Germania, Russia, Messico, Giappone e Spagna e in ognuno di questi paesi la vista della nuova maglia ha già provocato reazioni contrastanti.

In Spagna i colori della polemica

In Spagna, per esempio, in tanti hanno apprezzato il nuovo design ma alcuni non hanno perso l’occasione per sottolineare che i colori scelti per i raggi presenti sulla parte destra potrebbero tendere ai colori repubblicani. Blu o viola? Il dibattito è in corso ma la questione probabilmente non interessa molto agli amanti del vintage, che subito hanno notato una somiglianza tra questa maglia e quella che La Roja ha vestito in occasione del Mondiale negli Stati Uniti nel 1994. Anche in quell’occasione la parte destra (quella dove non è presente lo stemma della Nazionale) mostrava alcuni raggi gialli e blu – o viola? – con la sola differenza che quel tipo di blu era certamente più intenso che quello attuale. Stile vintage anche per la Germania, la nazionale di Low indosserà una divisa molto simile a quella che vide gli attuali campioni del mondo trionfare anche in Italia nel 1990. Al tradizionale bianco della casacca è stata aggiunta anche una decorazione grigio scura sul petto, simile (ma non per colori) a quella del Mondiale giocato proprio nel nostro paese 27 anni fa. Una riproposizione monocromatica della bandiera tedesca ben evidente sul davanti e un altro piccolo rimando ai colori della nazionale (giallo, rosso e nero) presente sul colletto per Neuer, Khedira e compagni.

Germania e Argentina vintage, linee semplici per Messico e Russia

Un altro rimando a Italia ’90 si può ritrovare sulla maglia dell’Argentina che vedrà Messi e compagni indossare una classica divisa albiceste (molto semplice nelle linee) che ricorda proprio quella vestita da Maradona e compagni. Per quanto riguarda poi il Belgio, poi, è stato scelto un insieme di rombi ad altezza petto con i colori della bandiera e lo stemma della nazionale al centro; per quanto riguarda la Russia padrona di casa, maglia totalmente rossa con dettagli bianchi e poco altro. Sulla stessa linea anche quella della Colombia, interamente gialla con tre bande – rossa, blu e ancora rossa – nella parte superiore. Completamente verde con il solo stemma della federazione sul cuore quella del Messico e a pois blu quella del Giappone. Chi si aspettava novità particolarmente appariscenti sarà certamente rimasto deluso, Adidas ha deciso di rispolverare il vintage ridando vita alle magliette indossate dai migliori calciatori del mondo sul finire degli anni ’80 e inizio anni ’90. Richiami evidenti ai tempi passati, semplicità e colori nazionali che (nel caso della Spagna) hanno anche destato qualche perplessità in questo delicato momento per quanto riguarda la politica.

Svelata anche la divisa della… Svezia

E poi, una curiosità: tutte le maglie svelate hanno coinvolto le nazionali già qualificate al Mondiale in Russia, ma i più attenti non si sono lasciati sfuggire anche un dettaglio. Il profilo Twitter della marca tedesca ha infatti pubblicato anche le prime immagini della divisa della Svezia, impegnata proprio contro l’Italia nello spareggio decisivo dei prossimi giorni. La speranza di tutti gli italiani è che gli svedesi possano utilizzare la nuova divisa nelle partite che verranno giocate nel 2018, ma di certo non quelle del Mondiale…

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