Napoli, a Crotone caccia al record dei 99 punti nel 2017

In caso di vittoria allo Scida, l’attuale capolista può scrivere un’altra pagina di storia, oltre a laurearsi campione d’inverno dopo quasi 2 anni dall’ultima volta

L'esultanza degli azzurri a Crotone nella scorsa stagione

Napoli, 28 dicembre 2017 – Superato finalmente da Hamsik il record prima detenuto da Maradona di marcature con la maglia azzurra, adesso la banda Sarri ha un nuovo primato nel mirino: se domani sera il Crotone finirà ko, saranno ben 99 i punti conquistati dai partenopei nell’anno solare che volge al termine.

QUI NAPOLI – L’impresa non sembra proibitiva per il team campano che, a parte i lungodegenti Milik Ghoulam e lo squalificato Mario Rui, può contare sulla rosa al completo per espugnare lo Scida. L’assenza forzata del terzino portoghese è l’unico neo di una vigilia più che serena a Castel Volturno, dove sono tornati i sorrisi dopo le settimane difficili che avevano fatto perdere momentaneamente la vetta della classifica all’attuale capolista, pronta in un colpo solo ad alzare il trofeo virtuale di campione d’inverno e a toccare la soglia di 99 lunghezze portate a casa nel 2017. Per farlo però il Napoli deve archiviare senza brutte sorprese la pratica Crotone, che domani dovrà vedersela con la formazione tipo che sarà schierata daSarri, fatta eccezione per Hysaj costretto a scalare a sinistra e Maggiointento a occupare invece la corsia destra della difesa.

QUI CROTONE – Un brutto cliente per il neo allenatore dei pitagorici Zenga, che per provare a prolungare il digiuno in attacco di Mertens e Callejon non potrà contare sullo squalificato Ajeti, rilevato da Simic, pronto a far coppia con Ceccherini al centro della retroguardia rossoblù. In mezzo all’attacco invece toccherà a Budimir far sognare l’impresa a uno Scida che per l’occasione sarà sold out: l’ariete croato sarà assistito da Stoian e Trotta, in un certo senso ex di giornata visti i suoi passati nelle giovanili azzurre. Insomma, nonostante la caratura del Napoli, Zenga non ha intenzione di accantonare il 4-3-3 a tradizione offensiva e anzi sfida la capolista già in conferenza stampa: ”Sarri gioca spesso nella metà campo avversaria, cosa che proveremo a fare anche noi in quella che sarà una sfida molto stimolante.”

SCORE FISSO – Una sfida che ha un risultato costante: allo Scida finisce sempre 2-1, a prescindere da chi sia il vincitore, che l’anno scorso vestiva l’azzurro Napoli. L’epilogo sembra in predicato di ripetersi per la seconda peggior difesa del torneo, non aiutata neanche dalla designazione di Marianicome arbitro: con il fischietto laziale infatti il Napoli ha trionfato 3 volte su 3, tra cui pure al San Paolo proprio contro il Crotone nel rotondo 3-0 della stagione passata.

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Brescia-Ascoli 0-1, il Picchio fa l’impresa / FOTO

Brescia-Ascoli, le foto della partita

Brescia-Ascoli, Buzzegoli esulta il dopo gol del 0-1 (foto LaPresse)

Brescia, 28 dicembre 2017 – L‘Ascoli è ancora vivo. Cosmi al quarto tentativo compie l’impresa e proprio all’ultimo turno prima del giro di boa. Al Rigamonti il Picchio batte il Brescia 1-0 con la rete di Buzzegoli che così mette a segno il suo primo centro con la maglia bianconera. Prima dell’inizio nell’undici dell’Ascoli scelto da Serse Cosmi Perez cede il posto a Santini, mentre sulle corsie laterali spazio a Florio e Baldini. Il terzetto difensivo invece è del tutto inedito con De Santis, Addae e Cinaglia. Tra i pali Lanni torna a difendere la porta bianconera (LE FOTO).

Le due formazioni vanno in campo con la voglia e forse anche l’obbligo di dover fare risultato: le Rondinelle vogliono svoltare ed uscire dalla medciorità, i bianconeri invece cercano di aggrapparsi come possono per non cadere nel burrone. I ritmi così sono vivaci e questo va a beneficio dello spettacolo. Ad aprire le danze è il fantasista dell’Ascoli Varela. Il suo colpo di testa dopo appena un paio di minuti si stampa sul palo con Minelli battuto. Al suo tentativo risponde il Brescia con Bisoli che pareggia il conto dei legni, ma poco prima della mezz’ora che Buzzegoli trova il suo primo centro con la maglia bianconera. Il suo tocco di giustezza sul traversone basso di Baldini termina la corsa all’angolino.

Nella ripresa come era facilmente pronosticabile gli uomini di Cosmi subiscono il ritorno delle Rondinelle che sfiorano subito il pari con Meccariello e Caracciolo. I bianconeri sono costretti a soffrire, sale il forcing dei padroni di casa che chiudono letteralmente l’Ascoli nella propria area di rigore. Gli interventi miracolosi di Lanni e Addae sulla linea tengono in vantaggio il Picchio nonostante il forcing, ma in campo è un mologo assoluto del Brescia che prova a cercare insistentemente la via del pari. Dopo tanta sofferenza al triplice fischio finale può finalmente esplodere la gioia bianconera. Con questa vittoria i bianconeri in un colpo solo lasciano il ruolo di fanalino di coda e superano la Pro Vercelli salendo a quota 20. Ma adesso la società dovrà operare adeguatamente nel mese di gennaio.

Il tabellino

BRESCIA-ASCOLI 0-1

BRESCIA (3-4-1-2): Minelli; Coppolaro, Gastaldello, Meccariello; Longhi (38′ st Rivas), Bisoli, Martinelli, Furlan (13′ st Machin); Ndoj (28′ st Ferrante); Caracciolo, Torregrossa. All. Marino.

ASCOLI (3-5-1-1): Lanni; De Santis, Addae, Cinaglia; Florio (21′ st Carpani), Clemenza (13′ st D’Urso), Buzzegoli, Bianchi, Baldini; Varela; Santini. All. Cosmi.

Arbitro: Pinzani di Empoli. Marcatori: 24′ pt Buzzegoli.
Note: spettatori 5mila spettatori circa; ammoniti Gastaldello per il Brescia, Lanni per l’Ascoli; corner 11-1 per il Brescia; recupero 0′ pt, 4′ st.

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Fantacalcio: le probabili formazioni della 19ª giornata di Serie A

Higuain punta, dietro la Joya e Costa. Di Fra punta sul ceco dopo l’errore di Torino. Spalletti con Ranocchia, chance per Santon? Milan, Cutrone dal 1′. Napoli, Sarri con i ‘titolarissimi’

L’ultimo atto del girone di andata. L’ultimo ballo che porta via con sé il 2017. Venerdì e sabato si disputa la diciannovesima giornata del campionato di

Serie A. Si parte con l’anticipo del friday night tra Crotone e Napoli. La scorpacciata continua poi sabato a pranzo, con Fiorentina-Milan. Alle 15 altri sei incontri: la Roma prova a ripartire col Sassuolo, il Torino ospita il Genoa. Come aperitivo, un Inter-Lazio dai mille temi, prima dell’epilogo alle ore 20.45, con Verona-Juventus. Ecco le probabili formazioni che scenderanno in campo.

CROTONE-NAPOLI — Venerdì, ore 20.45
Crotone: I padroni di casa devono rinunciare ad Ajeti, ammonito contro la Lazio e squalificato. Cabrera, più di Simic, giocherà dal primo minuto, con Faraoni (favorito su Sampirisi) a destra. In avanti il tridente Trotta-Budimir-Stoian.
Napoli: Sarri ha pochi dubbi di formazione e l’assenza di Mario Rui – squalificato – gli “semplifica” le scelte sulle fasce. Hysaj sarà dirottato sulla sinistra, con a destra spazio per Maggio. Il tecnico azzurro verificherà in questi giorni le condizioni dei big dopo le festività. Davanti dovrebbe essere confermato il tridente classico, con Callejon-Mertens-Insigne.
FIORENTINA-MILAN — Sabato, ore 12.30
Fiorentina: Dopo i cinque cambi apportati nei quarti di finale persi contro la Lazio in Coppa Italia, Pioli potrebbe tornare a una formazione più simile a quella che ha affrontato il Cagliari. Babacar, dopo i gol dalla panchina, chiede una chance dal primo minuto anche in campionato, ma Simeone e Thereau restano i favoriti per una maglia dal 1′. Nel 4-3-3, Chiesa completa il tridente a destra. Dietro recupera Pezzella.
Milan: Dopo la vittoria in Coppa Italia contro l’Inter, gli scenari potrebbero cambiare. Gigio Donnarumma ha un fastidio all’inguine, ma Antonio Donnarumma (che ha giocato al posto di Storari che si è fermato nel riscaldamento) ha dimostrato di essere pronto. Possibile spazio dal 1′ per Cutrone (uomo del match contro l’Inter), con Kalinic che è da valutare dopo l’uscita prematura dal campo in Coppa Italia. Più Montolivo che Biglia in mezzo al campo. Calhanoglu aspetta una chance dal 1′.
ATALANTA-CAGLIARI — Sabato, ore 15.00
Atalanta: Problemi di abbondanza per Gasperini, che ha tutta la rosa a disposizione (a eccezione di Palomino). Dopo l’ingresso dalla panchina e il gol col Milan, si ricandida per un posto da titolare Ilicic, ma al momento De Roon è in vantaggio, con Cristante da fantasista. Dietro confermato il trio composto da Toloi-Caldara-Masiello.
Cagliari: In vista della gara con l’Atalanta, Lopez non può di certo sorridere. Joao Pedro è squalificato, Dessena continua il suo percorso riabilitativo. Ma è in generale il periodo di forma che preoccupa il tecnico, senza vittorie dal 19 novembre. In cabina di regia ritornerà Cigarini, mentre davanti spazio a Farias con Pavoletti. Faragò potrebbe ritornare titolare.
BENEVENTO-CHIEVO — Sabato, ore 15.00
Benevento: Ancora alla ricerca della prima vittoria, il Benevento cerca di onorare il più possibile un campionato avaro di soddisfazioni. De Zerbi punta sugli esterni: D’Alessandro e Ciciretti agiranno ai lati di Puscas. In difesa maglia da titolare per Di Chiara sulla fascia sinistra.
Chievo: Maran insiste con il solito 4-3-1-2: a centrocampo c’è Hetemaj, mentre nel centro-destra ecco Bastien. In difesa maglia da titolare per Gobbi. Davanti ballottaggio fra Pucciarelli e l’eterno Pellissier, con Inglese inamovibile.
BOLOGNA-UDINESE — Sabato, ore 15.00
Bologna: Dopo la rocambolesca vittoria contro il Chievo, Donadoni si concentra sull’ultima gara di questo 2017. Il tecnico rischia di dover ancora fare a meno di Palacio, che si è allenato a parte. Nessuno insidia Destro, reduce dalla doppietta del Bentegodi e ritornato agli antichi fasti. Krejci completa il tridente. In difesa più Mbaye di Torosidis. Nagy potrebbe essere preferito a Taider.
Udinese: Oddo cerca una “manita” di successi consecutivi per chiudere al meglio un dicembre da favola. Barak è ormai insostituibile a centrocampo, dove Fofana si gioca un posto con Behrami (in vantaggio lo svizzero). In attacco, l’unico sicuro è Lasagna, con De Paul che potrebbe giocare al suo fianco.
Patrik Schick, giocherà titolare contro il Sassuolo. ANSA

Patrik Schick, giocherà titolare contro il Sassuolo. ANSA

ROMA-SASSUOLO — Sabato, ore 15.00
Roma: Per rialzare la testa dopo la sconfitta di Torino, Di Francesco sembra intenzionato a puntare su Schick al posto di El Shaarawy, nonostante l’errore dell’ultimo minuto contro la Juventus. Contro la sua ex squadra, il tecnico potrà riabbracciare almeno in panchina Defrel, che ha recuperato dall’infortunio. Dietro confermati Manolas e Fazio, sugli esterni Florenzi e Kolarov. Un cambio anche a centrocampo, dove Strootman, apparso appannato, potrebbe riposare a favore di Pellegrini, vivace una volta entrato in campo allo Stadium.
Sassuolo: Difficile cambiare qualcosa per Iachini, dopo la vittoria a sorpresa contro l’Inter. Falcinelli ha ritrovato la via del gol e dovrebbe essere riconfermato a scapito di Matri. Il vero ballottaggio è il solito, sulla catena di destra, dove Lirola è insidiato da Gazzola.
SAMPDORIA-SPAL — Sabato, ore 15.00
Sampdoria: Cinque partite senza vittoria e un periodo di forma non eccellente. Giampaolo punta a chiudere un avvio di stagione che comunque ha regalato alla Sampdoria un buon inizio di campionato e anche qualche colpaccio. In avanti, ballottaggio fra Caprari e Zapata, con l’ex Pescara favorito sul colombiano, non al meglio. Alvarez out.
Spal: Il pareggio in rimonta contro il Torino infonde tranquillità e un briciolo di speranza alla squadra di Semplici, ancora alle prese con qualche acciacco. Davanti favoriti Floccari e Antenucci, con Paloschi in panchina. Dietro, potrebbe rientrare Felipe tra i titolari. A centrocampo, confermatissimo Viviani, artefice dell’avvio di rimonta contro i granata. Spazio anche per Schiattarella.
TORINO-GENOA — Sabato, ore 15.00
Torino: L’ennesimo infortunio di Belotti complica la vita a Mihajlovic, che col Genoa deve rinunciare anche a Ljajic. Spazio al tridente Iago-Niang-Berenguer. Dietro, fuori Lyanco, ritorna Burdisso al centro della difesa con N’Koulou. Squalificato Baselli, giocherà uno fra Obi e Acquah.
Genoa: Non è ancora il momento per Pepito Rossi. L’ex bomber della Fiorentina partirà ancora dalla panchina, così come Lapadula. A iniziare, in attacco, saranno ancora Taarabt e Pandev. A centrocampo il dubbio è Bertolacci, non al meglio. Se non gioca, c’è Brlek.
INTER-LAZIO — sabato, ore 18.00
Inter: È ancora emergenza difesa. Miranda e D’Ambrosio ai box complicano molto le scelte di Spalletti, che sarà costretto a rilanciare Ranocchia e valutare giorno per giorno sulle fasce, dove al momento Santon ha più chance di Nagatomo. Anche in campionato, le quotazioni di Cancelo sono in rialzo a destra. Per il resto, contro la Lazio, spazio ai titolarissimi per cercare di ritrovare la vittoria che in campionato manca da tre turni.
Lazio: L’unico neo della vittoria contro la Fiorentina in Coppa Italia è l’infortunio di Caicedo, che rischia di saltare la gara con l’Inter. Luis Alberto e Marusic, tenuti a riposo contro i viola, ritroveranno una maglia da titolare, così come Immobile. Salgono le quotazioni di Lulic, in gran spolvero e autore del gol vittoria.
VERONA-JUVENTUS — Sabato, ore 20.45
Verona: Molte assenze per la squadra di Pecchia, che sfida la Juve senza Cerci e Fares. In attacco, Kean, prodotto del vivaio bianconero, scalpita e si gioca il posto con Pazzini (è favorito l’ex Juve). Alle spalle della prima punta altro ballottaggio, tra Bessa e Valoti (favorito il secondo). Anche l’altro ex Caceres è a rischio, mentre non ci sarà Souprayen, bloccato da una lombalgia.
Miralem Pjanic, 27 anni, centrocampista della Juventus. GETTY IMAGES

Miralem Pjanic, 27 anni, centrocampista della Juventus. GETTY IMAGES

Juventus: Albero di Natale come a Napoli: è questo il diktat di Allegri in vista del match col Verona. Dybala e Douglas Costa saranno a supporto di Higuain, mentre a centrocampo non ci sarà Pjanic, fermato da un affaticamento al quadricipite della coscia destra. Al suo posto è pronto Marchisio. In porta Szczesny, a destra Lichtsteiner.
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Lazio-arbitri, alta tensione: Calvarese rifiuta omaggio del club

Il tradizionale pacco contenente gagliardetti e maglie del club è stato rispedito al mittente. Chiaro riferimento alle ultime polemiche

Lazio-arbitri, alta tensione: Calvarese rifiuta omaggio del club

ROMA – Il rapporto tra la Lazio e la classe arbitrale, in questo momento, non è certo dei migliori. Si tratta di un eufemismo, perché probabilmente oggi non potrebbe essere più gelido di così. La conferma arriva dall’episodio accaduto nella pancia dello stadio Olimpico al termine della sfida tra Lazio e Crotone. Le squadre e gli arbitri sono nei rispettivi spogliatoi e il club biancoceleste, come da consuetudine, offre al direttore di gara Calvarese e i suoi collaboratori un omaggio contenente maglie e gagliardetti della partita appena conclusa. Un “regalo di Natale” evidentemente non gradito dagli arbitri, visto che decidono di rispedirlo al mittente con un secco “no, grazie”.

Inevitabile ricollegare l’episodio a quanto accaduto nelle ultime settimane e le numerose polemiche per i torti arbitrali subiti dal club di Lotito: queste sono degenerate in particolare dopo Lazio-Torino, quando l’arbitro Giacomelli (insultato più volte dai tifosi allo stadio anche nel corso dell’ultima gara con il Crotone) non assegnò un calcio di rigore ai biancoceleste per un tocco di mano in area di Iago Falqué e, sugli sviluppi della stessa azione, espulse Ciro Immobile con l’ausilio del Var (Di Bello) per un contatto con Burdisso. A prescindere dalle motivazioni, quella di Calvarese resta una scelta davvero singolare. Di certo non ha fatto piacere alla Lazio.

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Al Bottagisio un calcio senza confini

A Verona lo sport risponde ai bisogni di integrazione. Questa mattina presso i campi sportivi del Bottagisio Sport Center, si è tenuta per la prima volta l’iniziativa sportiva “Integrarsi con lo Sport”, organizzata da Cuore Chievo Onlus in collaborazione con Accademia Chievo, il Settore Giovanile del ChievoVerona e con la Cooperativa Sociale San Francesco della città.

 

Protagonisti in campo, i ragazzi richiedenti asilo con permesso di soggiorno temporaneo provenienti dall’Africa subsahariana e ora residenti presso undici strutture coordinate dalla Cooperativa Sociale San Francesco, situate a Verona e provincia.

 

Enrico’s Boys, San Francesco, Vento dell’Est e Ferruccio United le quattro squadre che hanno giocato durante la mattinata. In finale, la Ferruccio United ha sfidato le maglie gialloblù vestite dall’ex bandiera del calcio clivense, Luciano, e dai mister del settore giovanile del Chievo.

 

La Favola Chievo, quindi, risplende ancora e a sostenere l’iniziativa uno dei suoi principali autori, l’ex giocatore Fabio Moro, ora responsabile tecnico del settore giovanile e per l’occasione mister dei gialloblù.

 

«È un motivo d’orgoglio perché il Chievo è sempre stato vicino a queste manifestazioni: dove c’è cuore, c’è Chievo e la sua Onlus Cuore Chievo – commenta Moro –. Io sono molto felice perché regalare un momento di gioia attraverso il calcio è sempre l’elemento più bello e più gratificante. La forza di questo sport è anche questo: regalare a persone più sfortunate momenti di spensieratezza».

 

A portare i suoi saluti, il Presidente di Cuore Chievo Onlus, Alessandro Cardi, che ha ricevuto una targa ricordo della giornata. «Sono felicissimo che riusciamo ad andare al cuore di questa Onlus – dichiara –. Per noi è motivo di crescita della stessa. Siamo aperti sempre a questo tipo di iniziative che desideriamo non siano solo sporadiche: questo cuore deve essere unanime e quotidiano».

 

«Lo sport è uno dei settori più importanti per l’integrazione – conclude Enrico Giona, esponente della direzione della Cooperativa Sociale San Francesco –. Lo sport ci ha insegnato storicamente che qualsiasi etnia diversa, qualsiasi persona diversa, con un obiettivo comune può integrarsi ed unirsi. Abbiamo apprezzato tantissimo questa iniziativa di Cuore Chievo perché ha dato la possibilità ai nostri ragazzi di sentirsi veramente integrati attraverso il gioco del calcio. Riteniamo questa una delle azioni più significative del nostro lavoro».

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Calcio, Serie D – Palmese, a tutto campo con Lavilla: ‘Con questa maglia il più in alto possibile)

La Palmese, reduce dalla sconfitta in Sicilia, ha  già messo alle spalle il risultato negativo scaturito dalla partita contro l’Igea Virtus. Prestazione comunque all’altezza quella messa in campo allo stadio Barone Carlo Stagno d’Alcontres di Barcellona Pozzo di Gotto, che ha messo in evidenza un progressivo miglioramento collettivo malgrado la sconfitta di misura. La pausa natalizia sarà opportuna per ricaricare le pile e per amalgamare ancora di più i nuovi giocatori con le poche conferme di questa squadra, che sicuramente approfitterà per rendere fluidi alcuni automatismi. Al rientro col nuovo anno, sarà sfida alla Sancataldese, per cominciare alla grande il girone di ritorno e tornare ancora alla vittoria al Lopresti, davanti al proprio pubblico. Uno dei protagonisti delle ultime partite, Simone Lavilla, rientrato dal prestito alla Cittanovese, racconta il momento che sta vivendo la squadra e la metamorfosi di uno spogliatoio rivoluzionato ma sano:

 

“Grazie al direttore Laganà stiamo riuscendo a costruire uno spogliatoio di ragazzi fantastici e soprattutto con la voglia sfrenata di giocarci e vincere le partite. E’ stato un peccato perdere la partita contro l’Igea, perché tutto sommato non avevamo demeritato” – così il giovane difensore Simone Lavilla, che ha speso parole di elogio per la Palmese e per tutto l’ambiente, al termine dell’allenamento odierno.

 

Cosa pensi della gestione del direttore Laganà? Sicuramente sarà stata importante la sua fiducia per te, che ti ha voluto far rientrare fortemente dal prestito, una volta createsi le condizioni..

 

“Il direttore si è impegnato e ha lavorato tantissimo per sbloccare diverse operazioni di mercato e gli va dato atto di aver concluso un processo di rinnovamento, con tutti i rischi del caso. Eppure sono arrivati tanti giocatori forti e grandi uomini che faranno sicuramente la fortuna della Palmese, una società e un ambiente ideali per fare calcio. Per quanto riguarda la mia situazione, grazie al direttore Laganà, sono rientrato a Palmi perché sentivo grande fiducia in me e che si sarebbe puntato ancora su di me e sono molto felice di questa scelta, malgrado io non abbia iniziato proprio male. Aver siglato i primi due gol della Cittanovese in Serie D ed entrare così nella storia di una matricola cui ho tenuto tanto, è stato motivo di grande orgoglio. Poi qualcosa non è andato più per il verso giusto e così sono tornato. Io sarò sempre grato alla Palmese per quello che mi ha fatto vivere lo scorso anno e per quello che ancora potrò fare per questa maglia, che va onorata a dovere. Mi trovo bene con il mister e con i nuovi compagni e insieme vogliamo raggiungere la salvezza”

 

Pensavi di riuscire ad inserirti così facilmente in una squadra completamente rinnovata, malgrado conoscevi già l’ambiente e hai fatto parte già di quella Palmese che meritava di disputare i playoff?

 

“Si, non ho mai avuto dubbi sul mio inserimento in squadra, sto rientrando bene nei piani del mister e con i nuovi compagni c’è un ottimo feeling. E’ stato un peccato non aver potuto disputare i playoff lo scorso anno, ma questo è il calcio. Le penalizzazioni sono state immeritate e hanno falsato la griglia playoff prima e adesso la lotta salvezza, ma siamo sicuri di risalire la china presto. Noi non ci poniamo limiti su quali partite potremo vincere e quali no. Questa è una squadra totalmente nuova che intende giocarsi la partita e, trovandomi in un contesto del genere, dove si può fare calcio, è stato facile integrarmi negli schemi tattici di mister Pellicori. Spero di poter contribuire ancora di più per questa Palmese e darò tutto fino alla fine del campionato. E’ una piazza stimolante, dove un calciatore si può solo trovare a proprio agio”

 

Che allenatore è Pellicori? Cosa ti ha colpito di lui e che qualità lo distingue dagli altri che hai già avuto?

 

“E’ entusiasmante poter essere allenato da uno come lui che ha calcato i campi della Serie A e della Premier League, col mister mi trovo assolutamente bene, è molto preparato e ha grande personalità. Ci trasmette una grande carica durante gli allenamenti, ci mette il 100%, come lo dobbiamo mettere noi giocatori per essere al top ogni domenica. Quello che lo differenzia rispetto agli altri è la cura maniacale per la parte tattica, questo è un tratto peculiare che mi ha colpito, poiché in campo ci ritroviamo puntualmente ciò che ci fa mettere in pratica durante gli allenamenti. Le sue metodologie per quanto riguarda la tattica sono molto interessanti e nel campo ci troviamo a memoria per quanto concerne i movimenti da interpretare nelle due fasi”

 

Se tu dovessi descrivere il presidente Carbone?

 

“E’ un grandissimo presidente che è entrato di diritto nella storia della Palmese, ma ciò che mi ha colpito di più è il suo lato umano, la sua trasparenza e il suo modo di metterti a tuo agio. E’ una persona di parola, affidabile e di grande cuore. Chi dice cose negative sul suo conto, vuol dire che non lo ha conosciuto bene o non ha voluto farlo. Eppure, posso garantire che basta poco, è una persona genuina, ha una sola faccia. Se io dovessi descriverlo, direi che è unico ed eccezionale. Con noi giocatori è fantastico, ci fa sentire sempre bene e vuole solo il bene della squadra, come un padre verso la propria creatura. Avere un presidente del genere può e deve senz’altro fungere da stimolo per ottenere grandi risultati e gli obiettivi per cui siamo stati chiamati a indossare questa gloriosa maglia”

 

Senti di poter fare una promessa ai tifosi neroverdi?

 

“La promessa è quella di voler portare la Palmese più in alto possibile, ma poi nel campo non ci vanno solo i giocatori della tua squadra e ci sono molte variabili impazzite che rendono i risultati imponderabili. Basti guardare l’inizio della stagione, quando la Palmese era ai primi posti e, penalizzazione a parte, otteneva grandi risultati. Poi qualcosa si è inceppato, non sta a me dire cosa, visto che ancora non ero tornato, ma chi di competenza ha già risolto e rimosso i problemi che si erano creati e questo lo si può fare solo se dietro c’è una società forte e non può essere altrimenti quando alla presidenza c’è uno come Carbone, il che significa anche attorniarsi dei giusti collaboratori, vedasi il direttore Laganà, che nel periodo di commissariamento della società, ha svolto una mole di lavoro notevole e produttiva. Quindi tornando a prima, nelle circostanze che ci sono oggi, la promessa che possa fare, a nome di tutti i miei compagni, è che questa squadra si salverà e crediamo anche direttamente, senza playout”

 

La partita che ricordi con più piacere con la maglia della Palmese e una partita che per te è stata molto importante per la tua carriera in generale? E per concludere, chi è e dove vuole arrivare Simone Lavilla?

 

“La partita che ricordo con più piacere con la maglia della Palmese? Sarebbe riduttivo dire quale. Questa società ha una storia centenaria e ogni gara giocata e sudata con questa maglia, ti resta dentro e ti emoziona, indipendentemente da quale sia. Il mio esordio, nel tornare qui, certo ha avuto un sapore particolare, perché rientravo in una squadra che mi ha lasciato ricordi densi di felicità per quanto ottenuto lo scorso anno e il piazzamento finale. Playoff o no, è un quinto posto che rimane nella storia e lo sentiamo nostro. La partita più importante per la mia carriera? Per il valore che ha avuto, dico sicuramente quella giocata con la Cittanovese contro il Messina, perché per me che sono reggino lo sento come un derby personale e perché è stato un gol decisivo che poi mi ha anche fatto entrare nella storia di questo club, come il primo giocatore ad aver segnato per loro, al primo anno in assoluto di Serie D dei giallorossi. Tolto questo, per il valore che ha per me, il mio cuore è sempre palmese, altrimenti non sarei tornato. Per quanto mi riguarda, mi definisco un giocatore tosto e grintoso, termini che mi hanno riconosciuto i tifosi neroverdi ed è sicuramente per questo, credo, che hanno accolto molto bene il mio ritorno a Palmi. Io sono un calciatore che onora la maglia, ma questa è certamente la più pesante che ho indossato sinora. Nelle ambizioni di ogni calciatore c’è sempre l’idea di voler ottenere il massimo livello, ma per il momento l’unica cosa che mi interessa è ottenere la salvezza con la Palmese. Sono giovane e non è questo il momento di parlare della mia carriera e come potrà evolversi un domani. Si spera sempre per il meglio, ma ripeto questo è il momento in cui ognuno di noi deve accantonare i personalismi e mettersi al servizio dei compagni e della squadra. La salvezza passa da questi dettagli, noi dopo la sosta saremo pronti”

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Sorrisi, calore e maglie della Vastese per i ragazzi del Centro Diurno dei Servizi Sociali

Mattinata speciale per il presidente Bolami ed i calciatori Fiore e Stivaletta, assieme al sindaco Menna, nella sede al quartiere San Paolo

Una mattinata speciale per la Vastese Calcio.

Il presidente Franco Bolamicapitan Nicola Fiore e Cristian Stivaletta hanno voluto incontrare i ragazzi ed il personale del Centro Diurno dei Servizi Sociali, nella sede al quartiere San Paolo, e regalare loro sorrisi e momenti di gioia e coinvolgimento, alla presenza del sindaco della città, Francesco Menna.

Felicissimi tutti, soprattutto alla consegna di maglie biancorosse della Vastese Calcio, donate per l’occasione dalla società ed autografate da Bolami, Fiore e Stivaletta in un clima di emozione e serenità ed in mezzo a tante foto scattate, in un ambiente caldo ed in pieno stile natalizio, grazie anche ai tanti ‘lavoretti’ e addobbi preparati nelle settimane passate con l’ausilio del personale del Centro ed esposti in una recente mostraorganizzata alla Sala Mattioli.

Lo scambio di auguri finali per il Natale e l’anno nuovo in arrivo è stato accompagnato dalla promessa di poter ospitare in futuro i ragazzi a bordo campo allo Stadio Aragona, per assistere ad una partita casalinga di Fiore e compagni e tifare per gli amati colori biancorossi.

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Da 0 a 10, il pagellone della 17a giornata: Hamsik vede ‘Il Mito’, la Juve torna a essere un muro

Dal Napoli che si ritrova e Hamsik che raggiunge Maradona, alla Juventus che non prende più gol. Ma anche la cura Oddo per l’Udinese, la rivincita del Verona, il weekend no di Inter e Milan, la Roma che soffre ma passa e la solita, inevitabile, sconfitta del Benevento.

Voto 10… Come Maradona, come Hamsik, come un ritrovato Napoli

Quanto l’aveva atteso questo gol, Marek Hamsik. Una scimmia sulla spalla definitivamente scaricata nel sabato sera dell’Olimpico, quando per il Napoli si capisce praticamente immediatamente che “tonight is gonna be a good, good night”, per citare una nota hit di qualche tempo fa. Una bella, bella serata. Per tutti. Per Hamsik, che fa 115 e raggiunge il mito Maradona. Per Sarri, che ritrova la brillantezza della sua squadra. Per il Napoli, che se ne torna in testa alla classifica.

Voto 9… Come i punti dell’Udinese sotto la cura Oddo

Tre partite, tre vittorie. Nove punti, di cui gli ultimi 3 sul campo di una squadra che in stagione non aveva ancora perso. Che tocco, Massimo Oddo, che nell’ambiente tranquillo di casa Udinese sembra aver trovato il posto giusto dove proporre il suo calcio. Già perché dell’Udinese in grado di espugnare San Siro non ha impressionato solo il risultato, ma anche il come. I friulani ci sono riusciti non solo difendendo, ma anche proponendo un buon calcio. Vediamo come prosegue il cammino, ma le premesse sono decisamente buone.

Voto 8… Alla nuova solidità della Juventus, che non prende più gol

Le ultime 6 partite ufficiali della Juve – una con il 4-2-3-1 e ben 5 con il centrocampo a tre – sono una sentenza piuttosto netta per i dubbi tattici di Massimiliano Allegri: 9 gol fatti, 0 subiti. 540 minuti di imbattibilità che hanno restituito al campionato italiano la Juventus che più o meno tutti avevano imparato a conoscere. Una squadra che non incanta – e probabilmente non lo farà mai – ma che fa della sua solidità il vero credo. Il campionato della Juventus pare essere iniziato a dicembre. E da Bologna nuove conferme prima del big match con la Roma.

Voto 7… Alla vendetta del Verona

In settimana schiaffeggiato in Coppa Italia; ieri a mezzogiorno protagonista della rivincita. Gli scaligeri danno segnali di vita. La vittoria col Sassuolo, il pareggio con la SPAL, la sconfitta di misura col Genoa e poi il successo sul Milan. L’Hellas c’è. O quanto meno ci vuole provare. Un buon segnale per la lotta nei bassifondi, dove il derelitto Benevento si è già ripreso il biglietto di prima classe per il ritorno in Serie B, ma dove le altre 5/6 probabilmente lotteranno fino alla fine.

Voto 6… A una Roma salva solo nel recupero

Se non fosse stato per il rocambolesco gol di Fazio in mischia al minuto 94, qualcuno sarebbe già qui a parlare di ‘crisi Roma’. Nelle ultime due uscite i giallorossi effettivamente hanno faticato, anche perché se a Verona c’erano stati i miracoli di Sorrentino, sabato sera al Cagliari è bastato molto meno per bloccare una squadra un po’ stanca. Un po’ lenta, un po’ prevedibile, un po’ più bruttina del solito. Ma per vincere i campionati servono anche – e soprattutto – i tre punti in serate così. Il bicchiere dunque è da vedere mezzo pieno. Con la Juventus, però, servirà ben altra Roma.

Voto 5… Alla freddezza del Sassuolo dal dischetto

Sette rigori concessi, 5 rigori falliti. Incredibile, a Genova, contro la Samp, sbaglia anche il neo designato Politano, fallendo la chance di andare avanti. La curiosità però si fa ancora più clamorosa: in tutte le partite in cui il Sassuolo ha sbagliato dagli undici metri, per i neroverdi sono arrivati poi i 3 punti. Incredibile, ma vero. Non ditelo a Iachini però… Che ieri all’errore di Politano non l’ha presa proprio benissimo…

Voto 4… All’involuzione della Sampdoria

E’ bastata una partita per far saltare tutto il giocattolo. Una sconfitta? Macché. Il successo sulla Juventus! Eh già, gli elogi prodigati da televisioni, stampa, radio, opinionisti e chi più ne ha più ne metta hanno ottenuto l’effetto opposto sul giocattolino di Giampaolo, che dà lì in poi ha fatto un punto. Un pareggio e 4 sconfitte, di cui l’ultima – e clamorosa – in casa proprio contro il Sassuolo. La Samp si è sciolta come neve al sole. Dimostrazione ennesima che per il pallone, oltre che i piedi, serve soprattutto la testa.

Voto 3… Alla partita di Santon e la coperta corta dell’Inter

Fino a 7 giorni fa rivitalizzato, in una settimana riportato sulla terra. La partita con la Juventus, ma soprattutto quella con l’Udinese, dove Santon è protagonista – in negativo – di due delle tre reti subite dall’Inter. Dopo una grande corsa Spalletti scopre la realtà dei fatti: la sua Inter è un’ottima squadra, ma la coperta è un po’ corta. Sul terzino sinistro, ad esempio; ma anche davanti, dove ingressi per rigirare partite che si mettono male, Spalletti proprio non ne ha a disposizione. A gennaio servirebbe uno sforzo. O magari anche due.

Voto 2… Alla risata ironica di Destro su Donadoni

Il Bologna è già sotto 2-0, la Juventus in controllo, Donadoni chiama il cambio, Destro esce e se la fa tutta ridendo, in un chiaro segno di disappunto per la scelta del suo allenatore. Ecco, chi vi scrive queste pagelle non è esattamente un fan della retorica a costo zero, ma esattamente di cosa rideva l’attaccante del Bologna? No perché fin lì la sua prestazione era stata impalpabile, così come del resto la sua stagione, con 2 gol in 785 minuti che non fanno di lui esattamente il clone di Cristiano Ronaldo

Voto 1… Al Milan

“Non c’è limite al peggio”. Il momento dei rossoneri sembra rispecchiare alla grande uno di quei vecchi detti popolari. Da Verona, per il Milan, non si salva nulla. Risultato. Prestazione. Momento. Tutto da buttare, in una stagione che doveva essere quella del rilancio e si sta materializzando come il più inaspettato degli incubi. Più che all’Europa ora il Milan deve iniziare sul serio a mettere dentro qualche punto. Perché 24 dopo 17 giornate, sono davvero pochini.

Voto 0… Alla rimonta subita del Benevento

Da 1-0 a 1-2. In casa. Con la SPAL. Stiamo parlando di una squadra che a questo punto rischia seriamente di finire il girone d’andata a quota 1. Serve davvero aggiungere altro?

 

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Serie A Bologna, allenamento in gruppo per Di Francesco

Seduta mattutina per i rossoblù in vista del prossimo impegno, contro il Chievo

Serie A Bologna, allenamento in gruppo per Di Francesco

BOLOGNA – Dopo la sconfitta di ieri il Bologna è tornato subito al lavoro a Casteldebole,in preparazione della prossima partita, contro il Chievo. Seduta di scarico in palestra per i titolari della partita con la Juventus, esercitazioni tecnico-tattiche e partitella a campo ridotto per tutti gli altri. Per domani, è in programma una giornata di riposo. La preparazione dei rossoblù riprenderà mercoledì con una seduta di allenamento a porte chiuse.

TUTTO SUL BOLOGNA

I SINGOLI – Federico Di Francesco è rientrato in gruppo e ha lavorato regolarmente con i compagni, allenamento differenziato per Rodrigo Palacio. Felipe Avenatti ha svolto una seduta in parte in gruppo e in parte differenziata.

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Per Bindi la mafia nel calcio si combatte anche trasformando gli stadi in carceri

La Commissione Antimafia ha approvato, all’unanimità, la relazione su “Mafia e Calcio”. Molte le “infiltrazioni” denunciate dai magistrati. Per combatterle la prima soluzione proposta è un giro di vite sull’ordine pubblico

Per Bindi la mafia nel calcio si combatte anche trasformando gli stadi in carceri

“Valutare l’introduzione anche di misure, come strutture sul modello inglese che consentano di trattenere temporaneamente soggetti in stato di fermo all’interno dello stadio, atte ad agevolare l’azione delle forze dell’ordine, con particolare riferimento all’arresto in flagranza, anche differita, e alla possibilità di procedere al giudizio per direttissima”. E ancora: “intervenire sul provvedimento di Daspo irrobustendone l’efficacia sia prevedendo termini di efficacia più severi che introducendo l’obbligo e non più la facoltà di imporre al destinatario di presentarsi agli uffici di pubblica sicurezza nel corso delle manifestazioni sportive”.

 

E’ un duro giro di vite in termine di ordine pubblico quello consigliato dalla Commissione parlamentare Antimafia nella relazione su “Mafia e Calcio” approvata all’unanimità. Perché, secondo l’assunto della relazione, per provare a stringere le maglie che consentono alle mafie di infiltrarsi negli stadi sfruttandone le zone franche di illegalità, la prima ricetta è legata alla gestione dell’ordine pubblico. “Il rapporto tra la mafia e le tifoserie – si legge infatti nella relazione – è la porta d’ingresso che consente alla criminalità organizzata di tipo mafioso di avvicinarsi alle società per il tramite del controllo mafioso dei gruppi organizzati; le forme di estremismo politico che in essi allignano, inoltre, rischiano creare saldature con ambienti criminali mafiosi ancora più preoccupanti per la sicurezza e la vita democratica”.

 

E le cento pagine del documento, in questo, sono una raccolta di vicende che le inchieste della magistratura hanno affrontato in questi anni. A partire dai tentativi delle mafie di controllare alcuni dei business legati al calcio, come la vendita dei biglietti.

 

“Non c’è stata complicità consapevole da parte della Juventus, però la società non è stata neanche vittima – ha commentato la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi tornando sulla vicenda dei tifosi, legati alla ‘ndrangheta coinvolti nella gestione del bagarinaggio –  C’è stata una sottovalutazione di questo rischio”. Una versione leggermente diversa dal processo mediatico che, mesi fa, anche con la complicità della commissione Antimafia, venne scatenato contro il presidente bianconero Andrea Agnelli (la sentenza del  Tribunale Federale Nazionale della Figc, pur inibendolo per un anno per la vicenda dei biglietti venduti ai gruppi ultras “oltre il limite normativo”, ha escluso che il dirigente fosse a conoscenza del controllo mafioso sul bagarinaggio).

 

Ma i lavori dell’Antimafia hanno acceso un faro anche sulle vicende di Catania, dove alcuni dei capi dei gruppi ultras più in vista appartengono alle famiglie mafiose locali e due di loro sono stati addirittura condannati “per tentata estorsione aggravata dalla finalità di agevolare l’associazione mafiosa dei “Cursoti” ai danni del giocatore del Catania Marco Biagianti”. Forte, secondo l’attività delle direzioni distrettuali antimafia, anche l’infiltrazione dei clan dentro lo stadio San Paolo di Napoli. Dove addirittura la posizione dei vari gruppi sugli spalti sarebbe decisa in base all’appartenenza alle famiglie mafiose. O ancora i presunti rapporti ricostruiti dal pm Parascandolo tra l’allora giocatore del Napoli Ezequiel Lavezzi e il boss, ora pentito, Antonio Lo Russo. L’uomo che da latitante seguiva tranquillamente le partite del Napoli da bordo campo, dove entrava con un pass da giardiniere. A Latina, invece, secondo i magistrati era proprio l’ex presidente della squadra di calcio, il deputato Pasquale Maietta, ad intrattenere rapporti con “soggetti appartenenti alla criminalità organizzata locale, particolarmente violenta, a cui risulta essere parimenti assoggettato il Comune di Latina”. Insomma le “infiltrazioni” non mancano. Da capire se le celle negli stadi siano lo strumento utile per combatterle.

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