MAGLIE-LIZZANO – Doppio hurrà per la Toma che riprende a correre

Per i giallorossi di Portaluri in gol Fiorentino in chiusura di prima frazione e Biasco in apertura della seconda. Nel finale De Comite accorcia per i tarantini di Palmieri

maglie

Dopo lo stop di Carovigno riprende la corsa del Maglie di Portaluri, che si impone per 2-1 in casa sul Lizzano. La formazione di Aldo Palmieri, reduce dal pareggio col Brindisi, si conferma compagine organizzata e solida, considerazione che impreziosisce ulteriormente il successo colto dalla Toma.

Sono proprio gli ospiti a sfiorare il vantaggio per primi, collezionando due buone opportunità con Colucci. I giallorossi passano sul finire della prima frazione: assist di Rizoli che smarca Fiorentino davanti a Monopoli, il numero 9 non si lascia pregare ed insacca.

In avvio di ripresa subito padroni di casa sul 2-0: è ancora il piede caldo di Rizoli ad ispirare, questa volta il servizio è per capitan Biasco, che stacca imperioso e di testa realizza il raddoppio. Il Lizzano non ci sta ed imbastisce una reazione senza tuttavia riuscire a sfondare. Solo in pieno recupero De Comite, direttamente su punizione, rende meno amaro il passivo. Ma i tre punti se li prende il Maglie.


Maglie (Le), stadio “Tamborino-Frisari”
Domenica 19 novembre 2017 ore 14.30
Promozione 2017/2018 girone B – 11a giornata

MAGLIE-LIZZANO 2-1
Reti: 40’ Fiorentino (M), 54’ Biasco (M), 90+2’ De Comite (L)

MAGLIE: Baglivo, Conoci, Montinaro, Sicuro, Biasco, Rodrigues, Rotunno, Bianco (54’ Trotta), Fiorentino, Rizoli, Yusuf (84’ Zaminga). A disposizione: Provenzano, Chiri M., Chiri G., Pati, Cataldi. Allenatore: Portaluri

LIZZANO: Monopoli, Grasso, Basile, Nazaro (60’ Ungaro), Gallo, Cellamare, Colucci (54’ Pappaone), D’Ettorre, De Comite, Galeandro (60’ Cavallo), Zaccaria. A disposizione: Miccoli, Baratto, Simili. Allenatore: Palmieri

Arbitro: Vittoria di Taranto

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CATTOLICA CALCIO. ARTEM HADZHULA RACCONTA IL DEBUTTO IN PRIMA SQUADRA

Il 19 novembre 2017 resterà una data storica per Artem Hadzhula, attaccante classe 2000 del Cattolica, che ieri (domenica) sul campo del Reda ha fatto il suo esordio in prima squadra. Un esordio fortunato, con i giallorossi che hanno vinto 4-0 e ora sono secondi in classifica nel girone D di Promozione, a -1 dalla capolista Pietracuta.

“Non mi aspettavo di esordire, anche perché il giorno prima avevo giocato con la Juniores – attacca Artem Hadzhula -. È stato il mio momento di gloria, è stata un’emozione che non so come spiegare. In panchina con la prima squadra ero già stato un paio di volte l’anno scorso, però non ero mai entrato”.

Artem è nato in Ucraina, anche se è in Italia ormai da diversi anni. “Sono di Leopoli, come i miei genitori. Mi sono trasferito in Italia con la famiglia otto-nove anni fa”.

E appena arrivato in Romagna ha infilato le scarpette coi tacchetti e indossato la maglia giallorossa.
“Ho iniziato a giocare nel Cattolica e non mi sono mai mosso. Adesso faccio parte della rosa della Juniores allenata da Alain Conte. I miei allenatori preferiti in questi anni di giovanili sono stati Michele Mercuri, capitano della prima squadra, e Orlando Leardini. Sono loro due che mi hanno fatto capire com’è il calcio, uno sport dove non bisogna mai scavalcare gli altri ma rispettarli e dove bisogna incitare i compagni, anche dopo un errore. Mi è sempre piaciuto anche il loro modo di giocare”.

Artem è un attaccante agile. “Mi piace molto attaccare aggressivamente, mi piacciono i passaggi veloci, insomma mi piace giocare velocemente. Dribbling e velocità sono i miei punti di forza. Nel nostro campionato ho segnato un paio di volte. Mi sento più, per caratteristiche, un attaccante esterno, ma spesso quest’anno gioco da punta centrale”.

Con quali compagni ha legato di più? “Ho legato con parecchi ragazzi della prima squadra. Quello con cui ho legato di più in assoluto è Cristian Intilla”.

E fuori dal campo cosa fa? “Vado a scuola, frequento la terza all’Istituto Alberghiero “Savioli” di Riccione. La scuola va bene. Quando non devo studiare e non mi devo allenare sto con gli amici, mi diverto con loro”.

Il suo giocatore preferito? “Mi piace molto come gioca Antoine Griezmann, ma non c’è un campione a cui mi ispiro”.

Meglio la Spagna dell’Italia… “Mi piacerebbe far carriera nel mondo del calcio, andare in categorie superiori per vivere senzazioni diverse. Le squadre che mi piacciono sono tutte in Spagna. Quella per cui faccio il tifo è l’Atletico Madrid”.

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Queste le nuove maglie dell’Hellas senza Nike?

La Nike è ormai vicina a lasciare l’Hellas. Come nuovo sponsor tecnico del Verona avanza sempre di più l’ipotesi della Macron, già sponsor della Lazio. In questi anni il Verona non ha mai potuto incidere fino in fondo sulla realizzazione delle magliette, dovendo scegliere maglie con colori da catalogo che non rispecchiavano assolutamente la storia della squadra (blu quasi nero, giallo che sembra uno stucchevole arancione).

Con Macron le cose potrebbero cambiare? Secondo il romano, e tifoso laziale, Enzo Contenta di “Ez Design”, che conosce la filosofia Macron, la risposta è sì. Ez Design realizza prototipi delle maglie delle squadre di calcio rispecchiando al massimo l’identità, i colori e la tradizione del club: “Se Macron dovesse collaborare con il Verona – ci spiega a tggialloblu.it – di sicuro le maglie rispecchierebbero i “veri” colori dell’Hellas. Loro puntano molto sui colletti e sulle rifiniture: si definiscono ‘i sarti dello sport’. La differenza con la Nike è che non impongono un loro prodotto ma si mettono al tavolo con la società per le più accurate personalizzazioni”.

EZ Design, nelle maglie che ha postato sulla propria pagina Facebook (vedi le foto), ha immaginato un ritorno ai colori storici che appartengono alla squadra scaligera (per i più nostalgici ha riportato sul petto lo sponsor Canon dello Scudetto) e subito ha riacceso la passione dei tifosi che vorrebbero maglie più adatte alla storia del club. La prima maglia prende ispirazione dall’anno dello Scudetto con righe gialle molto sottili sullo sfondo blu. Poi la seconda gialla e la terza nera con i simboli della Scala e i mastini.

Per realizzare queste maglie ha collaborato attivamente con tifosi dell’Hellas che hanno suggerito nei minimi dettagli tutti i particolari: “Il Verona è uno dei club più importanti d’Italia. E’ fondamentale preservare l’identità di un club – ci ha spiegato Ez design – le società di oggi, come anche l’Hellas, dovrebbero ascoltare di più le esigenze dei tifosi sui colori che contraddistinguono una squadra di calcio. Da qualche anno i colori tradizionali sono stati sostituiti da alcune tonalità che non hanno nulla a che vedere con la storia del club”.

Adesso la palla passa alla società e a Setti. Se dovesse cambiare lo sponsor tecnico (ormai quasi sicuro), non sarebbe l’ideale andare incontro alle richieste dei tifosi? Queste maglie piacciono a molti. E’ così difficile realizzare questo progetto per le prossime stagioni? I tifosi hanno ancora gli incubi a causa della maglia fluo negli anni di Gardini…

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Dai broccoli allo smoking: le maglie da calcio più brutte della storia

In Spagna le divise più bizzarre, con prosciutto, birra e muscoli disegnati. In Inghilterra c’è chi rischia il leopardato mentre in Italia va il jeans e il camouflage. Poi c’è il portiere Campos, che disegnava le sue t-shirt…

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Napoli, Hamsik: “E’ ancora la Juventus la squadra da battere”

Intervenuto a un evento organizzato da uno sponsor, il centrocampista slovacco sposta la pressione sul team di Allegri e analizza la crisi della Nazionale: ”Servono strutture nuove”

Marek Hamsik, 30 anni

Napoli, 16 novembre 2017 – Con il Milan ai tempi del Brescia segnò il suo primo gol in Italia e ora è a -1 dal record di realizzazioni in maglia azzurra detenuto da Maradona: sabato Hamsik può chiudere il cerchio proprio nel posticipo contro i rossoneri.

DISPIACERE CONDIVISO – Il capitano del Napoli ha presentato l’imminente sfida di campionato in occasione di un evento di uno sponsor. La prima domanda recapitata allo slovacco riguarda il recente dramma sportivo dell’ Italia, esclusa dai Mondiali di Russia alla stregua della Nazionale diMarekiaro. ”C’è molto rammarico per entrambe le squadre: disputare la rassegna iridata era un sogno che non avrebbe tolto spazio al nostro impegno nel Napoli.” A proposito di ciò, il discorso si sposta sul team partenopeo, per cui la sosta potrebbe essere stata un toccasana dopo il leggero calo avvertito a fine ottobre. ”La pausa della Serie A ci è servita nonostante 13 di noi fossero fuori con le rispettive rappresentative: questa è una cosa che non è piaciuta a mister Sarri. Ora vogliamo mantenere la vetta ma non sarà facile avere la meglio sul Milan. Poi penseremo alloShakhtar – continua Hamsik – ma prima tutta l’attenzione è focalizzata sulla partita di sabato.”

LE RIVALI – Contro i rossoneri potrebbe arrivare la rete di quel record di realizzazioni che sembra diventato quasi un’ossessione per il capitano azzurro. ”Penso spesso a questo traguardo ma in un certo senso noto che è più che altro l’ambiente che fa pressioni al riguardo. Ho sempre segnato tanto in carriera e so che presto quel gol verrà. Preferisco concentrarmi sulMilan che, al di là di quello che dice la classifica, è un avversario forte e temibile: hanno 13 punti in meno a noi – ricorda Hamsik – ma tutto è ancora aperto perché siamo a inizio stagione. Il nostro unico pensiero deve essere quello di giocare come stiamo facendo da agosto.” A proposito di quanto sancito dalla graduatoria: è ancora la Juve la squadra da battere? ”Assolutamente sì: arrivano da sei scudetti di fila ma il Napoli si è avvicinato molto a quel livello. Forse ci manca qualcosa a livello mentale e fisico – continua lo slovacco – ma vogliamo finalmente riportare il tricolore all’ombra del Vesuvio.”

SOLUZIONI ALLA CRISI – In chiusura, un’opinione sulla notte nera che sta vivendo il mondo italiano del pallone. ”Calcisticamente questo Paese è ancora forte ma mancano le strutture che ci sono altrove. Bisogna adeguarsi con stadi nuovi, come sta facendo la mia Slovacchia.”

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Scandalo a Marzabotto, fa gol ed esulta con maglia e saluto fascista

Al termine della gara giocata ieri tra il Marzabotto – padrone di casa – e il Futa 65, per il campionato della seconda categoria dilettanti, un giocatore del Futa “si è diretto verso il pubblico sugli spalti togliendosi la maglietta sportiva e sfoggiandone una nera con in bella vista l’Aquila fascista”. A segnalare il fatto, in una nota, è il presidente del comitato regionale onoranze ai caduti di Marzabotto, Valter Cardi secondo cui “ancora una volta Marzabotto si vede costretto a subire una ennesima inaccettabile offesa durante una partita di calcio”.

L’Anpi stigmatizza la vicenda
A giudizio di Cardi, si tratta di un “atto gravissimo e chiaramente aggravato dalla premeditazione, preoccupante al pari dell’atteggiamento dell’arbitro, il quale non ha preso nessun provvedimento! Non è accettabile che nello sport vi siano queste esibizioni che non sono altro che apologia di fascismo e quindi un reato perseguibile dalle leggi vigenti”. Quindi, prosegue il presidente del comitato, “mi auguro che la Federazione Gioco Calcio assuma i giusti provvedimenti, seri e necessari, contro il giocatore in primis, l’intera squadra che nulla ha fatto per evitare simili comportamenti, e anche lo stesso arbitro per non essere intervenuto! Pretendiamo le dovute scuse da parte della dirigenza della squadra, auspichiamo anche che il giocatore non si presenti più sul campo del Marzabotto, spetterà poi alla dirigenza stessa decidere se includere nella propria rosa di atleti un personaggio simile”. Infine, conclude Cardi, “riteniamo necessario che le forze dell’ordine acquisiscano il video per denunciare l’autore di questo oltraggioso gesto che ferisce profondamente i famigliari dei Martiri di Marzabotto”.

Il sindaco: “Atto premeditato”
Quello di mostrare la maglia con un’Aquila fascista da parte di un giocatore del 65 Futa – squadra di calcio di seconda categoria dilettanti – sul campo del Marzabotto è “un atto premeditato che Marzabotto non giustifica per nessuna ragione”. E’ quanto sostiene in una nota pubblicata sul sito del Comune, il sindaco della città bolognese, Romano Franchi secondo cui “questa Amministrazione comunale procederà per le vie legali per chiedere l’applicazione delle leggi esistenti, Scelba e Mancino, che puniscono il reato di apologia al fascismo”.

Nel dettaglio, osserva, “abbiamo ricevuto un video relativo ad un atto intollerabile per la nostra comunità che tanto ha sofferto a causa del nazi-fascismo. Durante la partita di seconda categoria del girone I tra la nostra e la squadra 65 Futa, un giocatore ospite, dopo la realizzazione del secondo gol che ha segnato la vittoria degli ospiti, è corso verso la tribuna facendo più volte il saluto romano e, dopo essersi sfilato la maglia della squadra, ha esibito platealmente e provocatoriamente una maglietta con un ben noto simbolo fascista, arrampicandosi sulla rete di separazione tra il campo e la tribuna stessa”.

Quindi, prosegue Franchi nella nota, l’Amministrazione di Marzabotto “chiederà alla Federazione Gioco Calcio di Bologna di prendere immediate misure nei confronti della società 65 Futa che prevedano l’allontanamento del giocatore dai campi di calcio. Risulta assai improbabile che nessun dirigente della società 65 Futa si sia accorto negli spogliatoi della maglietta indossata dal calciatore in questione. Lo sport, soprattutto ai livelli locali – sottolinea ancora il sindaco emiliano – deve essere strumento di crescita umana ed educazione civica e non deve copiare i peggiori esempi che accadono negli stadi a livello nazionale. E’ una questione di rispetto – conclude Franchi – per la memoria di chi ha dato la propria vita per la libertà e la democrazia”.

Il Futa 65: calciatore sospeso. Lui su Facebook: sincero e totale pentimento
“A seguito degli avvenimenti di cui mi sono reso protagonista durante la partita di calcio Marzabotto-Futa65 sono qui ad esporre il mio piu’ totale e sincero pentimento. Sono consapevole di aver recato offesa non solo alle associazioni partigiane e antifasciste ma a tutta la comunita’ di Marzabotto”: sono le scuse del calciatore che, a Marzabotto, dopo aver segnato il goal della vittoria per la sua squadra, la Futa 65, ha esultato con il saluto romano esibendo la maglietta con il simbolo della Repubblica Sociale Italiana, in un comune vittima di una delle piu’ feroci stragi nazifasciste contro civili durante la Seconda Guerra Mondiale. “Ho agito con leggerezza – si legge in un post pubblicato sulla pagina Facebook della 65 Futa Ssd Calcio, firmato da Eugenio Maria Luppi – senza pensare alle conseguenze che questo mio gesto avrebbe scaturito tanto a livello personale quanto comunitario. Ho lasciato passare un terribile messaggio di cui, ribadisco, sono totalmente pentito e dispiaciuto. So che nessuna mia parola potra’ cancellare ne’ il mio sconsiderato gesto, ne’ il dolore che esso ha causato. Ma era mio dovere morale scusarmi”. Il giocatore, infine, ha confermato che ne’ la società e ne’ i compagni di squadra erano a conoscenza della “maglia incriminata” e delle sue intenzioni.

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Serie B: l’Empoli cade a Vercelli, Gilardino stoppa il Frosinone

Toscani battuti 2-1 e al terzo stop di fila in trasferta. I ciociari si fanno riprendere dallo Spezia, senza gol Avellino-Entella

VERCELLI – L’Empoli cade a Vercelli nell’anticipo della 14/a giornata e consente alla Pro di lasciare l’ultimo posto in classifica. Un ko sorprendente, il terzo consecutivo in trasferta, che conferma il momento di appannamento della squadra di Vivarini (4 punti nelle ultime 5 giornate). I bianchi si sono imposti in rimonta sfruttando l’onda d’entusiasmo dopo lo storico successo nel derby con il Novara.

FIRENZE RISPONDE A CAPUTO – La fortuna inizialmente si veste d’azzurro: al 23′ un colpo di testa di Bergamelli, a Provedel battuto, picchia sul palo esterno, dall’altra parte, al 29′, un destro di Caputo, smarcato in area da Zajc, sbatte su una gamba di Berra e s’insacca a fil di palo spiazzando Marcone. La Pro non s’inchina al destino e al 34′ raddrizza il risultato: l’1-1 lo firma Firenze con un bel destro al volo in diagonale su torre di Rajcevic.

CASTIGLIA PIEGA L’EMPOLI – Le due squadre si affrontano a viso aperto e le occasioni fioccano: i padroni di casa vanno vicini al bersaglio con Castiglia (2) e Altobelli (2), l’Empoli replica sfiorando l’1-2 con Zajc, Caputo, Luperto e Donnarumma. Il gol è nell’aria e alla fine (76′) lo segna la Pro: l’eroe di giornata diventa Castiglia che, su assist dalla sinistra di Rajcevic, batte Provedel con un preciso destro di controbalzo a fil di palo. L’Empoli si riversa rabbiosamente in avanti ma deve fare i conti con un superlativo Marcone che impedisce il 2-2 a Krunic, Ninkovic e Zajc.

AVELLINO-ENTELLA 0-0 – Nel secondo anticipo, l’Avellino non va oltre lo 0-0 contro l’Entella e manca l’occasione di rimettere un piede in zona playoff. Gara con pochissimi brividi al Partenio. Nel primo tempo l’unica occasione capita sui piedi di Nizzetto che impegna Lazzerini a terra. L’Avellino si sveglia nella ripresa ma spaventa Iacobucci solo con Ardemagni e D’Angelo. Gli irpini rischiano anche il patatrac nel finale con Suagher che devia a fil di palo a porta vuota un tiro-cross di De Luca.

SPEZIA-FROSINONE 1-1 – Botta e risposta tra Frosinone e Spezia nel terzo anticipo di giornata. Al Picco finisce 1-1: un buon punto che però non dà ai ciociari la certezza di riuscire a mantenere il primato. In caso di vittoria nello scontro d’alta classifica di Cremona il Palermo salirebbe al comando solitario. Primo tempo di marca spezzina con Vignali (2′ e 4′) e Gilardino (7′) a cercar fortuna in avvio. Applausi a scena aperta al 26′ per una combinazione Gilardino-Pessina, ma i ciociari non stanno certo a guardare e con Ciano mettono due volte i brividi al pubblico di casa. Gilardino colpisce la traversa al 33′ e a inizio ripresa lo Spezia sfiora il vantaggio quando Giani esalta i riflessi di Bardi. Passano appena due minuti e sono gli ospiti a sbloccare il risultato al 56′, con Daniel Ciofani che aggancia il pallone in area e deposita in rete con il destro. Lo Spezia non ci sta, reagisce con buon piglio e al 78′ si procura un calcio di rigore per un mani di Beghetto su tiro di Pessina. Gilardino è freddo dal dischetto e realizza il primo gol con la maglia aquilotta. Nel finale lo Spezia continua a premere, ma la difesa ciociara fa buona guardia.

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Kepa novità Spagna, non guardo al futuro

epa06058690 Spain goalkeeper Kepa Arrizabalaga (L) and Jesus Vallejo (C) in action against Serge Gnabry (R) of Germany during the UEFA European Under-21 Soccer Championship final match between Spain and Germany in Krakow, Poland, 30 June 2017. EPA/JACEK BEDNARCZYK POLAND OUT

(ANSA) – ROMA, 12 NOV – Kepa Arrizabalaga ricorderà a lungo la partita vinta ieri per 5-0 dalla Spagna, nell’amichevole contro il Costa Rica. Il giovane portiere dell’Athletic Bilbao ha infatti esordito con la maglia della Nazionale, al posto di David De Gea, nella Rosaleda di Malaga. “È un giorno speciale per me, da ricordare, l’esordio capita una volta sola”, le parole dell’estremo difensore. Che, sul proprio futuro, ha aggiunto: “Cerco di concentrarmi sul presente, senza curarmi di quello che viene detto o scritto sul mio conto; tengo presente da dove vengo e dove voglio andare”, le sue parole. “In questo momento sono un portiere dell’Athletic Bilbao e adesso anche della Nazionale spagnola – sottolinea – e non conta cosa dicono di me, ma quello che faccio in campo”. L’obiettivo di Kepa è trovare posto nella spedizione che parteciperà al Mondiale.
Nelle scorse settimane, il nome del portiere basco, che prosegue la tradizione degli Iribar, degli Arconada, dei Zubizarreta e degli Urruticoechea, era stato accostato al Real Madrid.

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Calcio. Eccellenza: festa Imperia, Albenga ko

Al “Riva” decide un gol di Laera nel primo tempo, agli ingauni non basta un secondo tempo generoso. Nel finale la squadra di Biolzi fallisce un rigore con Calcagno.

ALBENGA – IMPERIA 0-1 – 24′ Laera

48’st Finisce qui! L’Imperia espugna il “Riva”.

45’st Saranno 3 i minuti di recupero.

44’st CALCAGNO CALCIA FUORI! L’Albenga spreca nel peggiore dei modi l’occasione del pari!

43’st Rigore per l’Albenga! Cross dalla destra,  l’attacco ingauno non arriva a colpire, la palla sfila inseguita da Pira e Todde, abbandonando la propria porta, entra in scivolata sull’attaccante in maniera estremamente rischiosa e soprattutto inutile. L’arbitro ravvisa una irregolarità e decreta il penalty.

40′ Espulso Alizeri: il numero 2 dell’Albenga ferma in maniera irregolare una ripartenza nerazzurra, era già ammonito e così il secondo giallo estratto nei suoi confronti dal signor Negrelli gli vale la doccia con qualche minuto d’anticipo. Albenga in 10 uomini e adesso si fa durissima per gli ingauni.

36’st primo cambio nell’Imperia: esce Risso, entra Martini.

34’st Ammonito Risso, numero 11 dell’Imperia.

30’st Continua a premere l’Albenga, l’Imperia sta faticando come mai prima nel corso di questa gara: gli attaccanti nerazzurri faticano a mantenere il possesso della palla, la retroguardia di mister Bencardino ne risente.

28’st Fuori Revello, dentro Pira: Biolzi cambia ancora qualcosa nel proprio scacchiere.

25’st Ha preso coraggio la squadra di casa, che ora si riversa con più convinzione dalle parti di Todde.

20’st Revello! Albenga vicino al pari con il giovane numero 4 che colpisce l’esterno della rete da buona posizione, dando l’illusione del gol a tutto il “Riva”. É sicuramente questa la prima vera occasione da gol per la squadra di Biolzi.

18’st Punizione di Ymeri calciata nel cuore dell’area di rigore, si salvano i padroni di casa.

12’st Partita spigolosa, non mancano i colpi proibiti: il direttore di gara però sta arbitrando all’inglese, lasciando correre forse anche troppo.

1’st Riprende il gioco ad Albenga, con mister Biolzi che opera due cambi nelle file dei padroni di casa: Licata e Andreis prendono il posto di Rocca e Antonelli.

A tra poco per il secondo tempo.

Dopo i primi 45 minuti l’Imperia conduce ad Albenga ed è un vantaggio nel complesso meritato, legittimato dal maggior numero di occasioni create dagli ospiti rispetto ai padroni di casa. Di Laera il gol che sta decidendo fin qui la partita, ma tutto è ancora ampiamente in bilico: l’Albenga però nella ripresa dovrà dimostrare qualcosa di più per tentare, quantomeno, di riequilibrare la contesa.

48′ Finisce il primo tempo: si va al riposo con gli ospiti in vantaggio.

47′ Rocca per non poco riesce a sfruttare un’indecisione di Laera: l’attaccante ingauno si inserisce su un pallone lungo calciato in avanti e conclude anticipando il difensore, Todde però è attento e blocca.

44′ Ravoncoli con il destro dalla distanza, para Rossi.

40′ Perlo ci prova con una conclusione velleitaria, Todde controlla la sfera che termina a lato.

38′ Punizione di Ambrosini, nessun problema per il portiere.

36′ Ammonito Fabio Rossi, difensore dell’Albenga.

34′ Rossi salva l’Albenga: il portiere ingauno nega a Giglio il gol del raddoppio.

30′ L’Albenga prova a reagire: Todde anticipa Rocca uscendo a colpire di testa fuori dalla propria area. Sulla respinta ci prova Calcagno in acrobazia, ma la palla finisce ampiamente a lato.

24′ GOL DELL’IMPERIA! Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Laera svetta più in alto di tutti e mette in rete anticipando l’uscita non perfetta del portiere Rossi. Cambia il risultato al “Riva”: Albenga 0 Imperia 1.

22′ Imperia vicina al vantaggio: si salva in qualche modo l’Albenga.

20′ Venti minuti sono trascorsi, ancora 0-0 il punteggio: da segnalare la buona presenza di pubblico sugli spalti, mancano le tifoserie organizzate delle due società.

14′ Partita intensa, in cui anche l’Albenga prova a dire la sua: Rocca fermato sul filo del fuorigioco, proteste del pubblico di casa.

7′ Giglio da fuori, il portiere dell’Albenga mette in corner.

3′ La prima emozione del match la regala l’Imperia: punizione di Ymeri da posizione defilata, all’altezza del lato corto dell’area di rigore alla destra di Fabio Maria Rossi, pallone tagliato sul secondo palo che nessuno tocca e che finisce sul fondo.

1′ É iniziata la partitissima del “Riva”: locali in maglia e pantaloncini rossi con calzettoni gialli; ospiti con la classica casacca nerazzurra, pantaloncini e calzettoni neri.

Buon pomeriggio dallo stadio “Annibale Riva” di Albenga, dove tra pochi istanti andrà in scena l’attesissimo match tra i padroni di casa e l’Imperia. La gara, valida per la nona giornata del campionato di Eccellenza, mette di fronte due squadre reduci entrambi da una sconfitta: nel turno scorso infatti, l’Albenga è stata superata per 3-0 in trasferta dal Genova Calcio; tonfo interno invece per l’Imperia, battuta per due reti a zero sul terreno di casa dal Busalla.

Diversa la situazione di classifica delle due realtà: la compagine di casa, guidata da Andrea Biolzi, naviga a ridosso della zona Play Out con 8 punti. I nerazzurri, al contrario, occupano le zone nobili della graduatoria: il team di Alfredo Bencardino, a quota 16 punti, è ad appena due lunghezze dal duo di testa formato da Pietra Ligure e Genova Calcio.

In attesa del fischio d’inizio, andiamo subito a conoscere i protagonisti della sfida.

 

ALBENGA: Fabio Maria Rossi, Alizeri, Pili, Revello, Pastorino, Fabio Rossi, Badoino, Antonelli, Parlo, Rocca, Calcagno.

A DISPOSIZIONE: Vicinanza, Simonetti, Maxena, Andreis, Praino, Pira, Licata.

ALLENATORE: Andrea Biolzi.

 

IMPERIA: Todde, Ravoncoli, Pinna, Laera, Pollero, Franco, Ambrosini, Giglio, Cugge, Ymeri, Risso.

A DISPOSIZIONE: Giraudo, Nicolò Vassallo, Tahiraj, Martini, Calcia, Ludovico Vassallo, Daddi.

ALLENATORE: Alfredo Bencardino.

 

Per la gara odierna, da sempre sentitissima vista la rivalità tra le due tifoserie, è stato designato un direttore di gara proveniente da fuori regione: si tratta del signor Alessandro Negrelli di Finale Emilia. Gli assistenti del fischietto emiliano saranno Sandro Trunzo e Lorenzo Verni, entrambi della sezione di Genova.

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Juventus-Benevento 2-1, Ciciretti mette paura, poi Higuain e Cuadrado

Campani avanti al 19′ con Ciciretti: il Pipita pareggia solo al 12′ della ripresa, poi il colpo di testa del colombiano

Aveva ragione Massimiliano Allegri: mai fidarsi delle piccole, sopratutto se sono neopromosse in A e hanno zero punti. D’altronde Benevento è la città delle streghe e la squadra di De Zerbi infatti spaventa la Juventus per quasi un’ora con una punizione di Ciciretti, prima di arrendersi alla superiorità dei padroni di casa, che ristabiliscono le gerarchie con la coppia Higuain-Cuadrado. Chi si aspettava la goleada, però, ha sbagliato indirizzo: Juve pratica e vincente ma non ancora scintillante, che supera l’Inter e approfitta del pari del Napoli col Chievo per portarsi a -1 dalla vetta (leggi qui la classifica).
CLAMOROSO ALLO STADIUM — Allegri lancia Marchisio dall’inizio (prima da titolare dopo due mesi) con De Sciglio e Douglas Costa, a destra però preferisce Cuadrado a Bernardeschi. Il Benevento si presenta con un 3-4-2-1 che all’inizio non dà l’idea di poter dare grattacapi alla Signora nel giorno della festa per i suoi 120 anni (giocatori in campo con una maglia celebrativa, edizione limitata): poca qualità, altrettanta pressione. De Zerbi pare intenzionato più a coprirsi che a tentare il colpaccio, tanto che per un quarto d’ora abbondante la sua squadra non arriva mai dalle parti di Szczesny. Eppure la prima volta che ci riesce si porta in vantaggio: punizione di Ciciretti, che fa il Dybala e con il sinistro pesca l’angolino, festeggiando poi come se avesse vinto la Champions League. Un gol alla Juve allo Stadium non si dimentica facilmente. Prima c’erano stati la traversa di Marchisio (bel colpo d’esterno), la respinta sul palo di Brigoli dopo un tiro di Douglas Costa (il migliore dei bianconeri) e un altro legno colpito dal brasiliano. Poi parte l’assalto di Madama, che però non porta frutti tra parate di Brignoli (ottimo su Dybala e sulla punizione di Douglas Costa) e errori evitabili, come il tiro alto di Cuadrado, il pallone ciccato da Matuidi e l’occasione sprecata da Dybala (sinistro clamorosamente a lato) su sponda di testa di Higuain.
RIBALTONE SUDAMERICANO — La festa del Benevento si spegne dopo pochi spiccioli del secondo tempo, quando Higuain (12′) pareggia i conti con sinistro al volo. Pregevole il gesto tecnico del Pipita, bella anche l’azione, iniziata da De Sciglio (cross da destra) e rifinita da Matuidi (sponda di testa). Il ribaltone è alle porte: una decina di minuti più tardi Alex Sandro disegna una bella traiettoria per Cuadrado, che fa il 2-1 di testa. Il Benevento lentamente si spegne, l’unico guizzo è un tentativo di Cataldi a metà ripresa. La Juve produce meno nel secondo tempo rispetto al primo, però non spreca. Chiude con un tiro di Bentancur, appena entrato per Dybala, deviato in angolo e una chiusura decisiva di Rugani ancor su Ciciretti. Ma soprattutto con tre punti preziosissimi. Per una sosta tranquilla, come aveva chiesto Allegri, e per far sentire al Napoli il fiato sul collo.
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