Da 0 a 10, il pagellone della 17a giornata: Hamsik vede ‘Il Mito’, la Juve torna a essere un muro

Dal Napoli che si ritrova e Hamsik che raggiunge Maradona, alla Juventus che non prende più gol. Ma anche la cura Oddo per l’Udinese, la rivincita del Verona, il weekend no di Inter e Milan, la Roma che soffre ma passa e la solita, inevitabile, sconfitta del Benevento.

Voto 10… Come Maradona, come Hamsik, come un ritrovato Napoli

Quanto l’aveva atteso questo gol, Marek Hamsik. Una scimmia sulla spalla definitivamente scaricata nel sabato sera dell’Olimpico, quando per il Napoli si capisce praticamente immediatamente che “tonight is gonna be a good, good night”, per citare una nota hit di qualche tempo fa. Una bella, bella serata. Per tutti. Per Hamsik, che fa 115 e raggiunge il mito Maradona. Per Sarri, che ritrova la brillantezza della sua squadra. Per il Napoli, che se ne torna in testa alla classifica.

Voto 9… Come i punti dell’Udinese sotto la cura Oddo

Tre partite, tre vittorie. Nove punti, di cui gli ultimi 3 sul campo di una squadra che in stagione non aveva ancora perso. Che tocco, Massimo Oddo, che nell’ambiente tranquillo di casa Udinese sembra aver trovato il posto giusto dove proporre il suo calcio. Già perché dell’Udinese in grado di espugnare San Siro non ha impressionato solo il risultato, ma anche il come. I friulani ci sono riusciti non solo difendendo, ma anche proponendo un buon calcio. Vediamo come prosegue il cammino, ma le premesse sono decisamente buone.

Voto 8… Alla nuova solidità della Juventus, che non prende più gol

Le ultime 6 partite ufficiali della Juve – una con il 4-2-3-1 e ben 5 con il centrocampo a tre – sono una sentenza piuttosto netta per i dubbi tattici di Massimiliano Allegri: 9 gol fatti, 0 subiti. 540 minuti di imbattibilità che hanno restituito al campionato italiano la Juventus che più o meno tutti avevano imparato a conoscere. Una squadra che non incanta – e probabilmente non lo farà mai – ma che fa della sua solidità il vero credo. Il campionato della Juventus pare essere iniziato a dicembre. E da Bologna nuove conferme prima del big match con la Roma.

Voto 7… Alla vendetta del Verona

In settimana schiaffeggiato in Coppa Italia; ieri a mezzogiorno protagonista della rivincita. Gli scaligeri danno segnali di vita. La vittoria col Sassuolo, il pareggio con la SPAL, la sconfitta di misura col Genoa e poi il successo sul Milan. L’Hellas c’è. O quanto meno ci vuole provare. Un buon segnale per la lotta nei bassifondi, dove il derelitto Benevento si è già ripreso il biglietto di prima classe per il ritorno in Serie B, ma dove le altre 5/6 probabilmente lotteranno fino alla fine.

Voto 6… A una Roma salva solo nel recupero

Se non fosse stato per il rocambolesco gol di Fazio in mischia al minuto 94, qualcuno sarebbe già qui a parlare di ‘crisi Roma’. Nelle ultime due uscite i giallorossi effettivamente hanno faticato, anche perché se a Verona c’erano stati i miracoli di Sorrentino, sabato sera al Cagliari è bastato molto meno per bloccare una squadra un po’ stanca. Un po’ lenta, un po’ prevedibile, un po’ più bruttina del solito. Ma per vincere i campionati servono anche – e soprattutto – i tre punti in serate così. Il bicchiere dunque è da vedere mezzo pieno. Con la Juventus, però, servirà ben altra Roma.

Voto 5… Alla freddezza del Sassuolo dal dischetto

Sette rigori concessi, 5 rigori falliti. Incredibile, a Genova, contro la Samp, sbaglia anche il neo designato Politano, fallendo la chance di andare avanti. La curiosità però si fa ancora più clamorosa: in tutte le partite in cui il Sassuolo ha sbagliato dagli undici metri, per i neroverdi sono arrivati poi i 3 punti. Incredibile, ma vero. Non ditelo a Iachini però… Che ieri all’errore di Politano non l’ha presa proprio benissimo…

Voto 4… All’involuzione della Sampdoria

E’ bastata una partita per far saltare tutto il giocattolo. Una sconfitta? Macché. Il successo sulla Juventus! Eh già, gli elogi prodigati da televisioni, stampa, radio, opinionisti e chi più ne ha più ne metta hanno ottenuto l’effetto opposto sul giocattolino di Giampaolo, che dà lì in poi ha fatto un punto. Un pareggio e 4 sconfitte, di cui l’ultima – e clamorosa – in casa proprio contro il Sassuolo. La Samp si è sciolta come neve al sole. Dimostrazione ennesima che per il pallone, oltre che i piedi, serve soprattutto la testa.

Voto 3… Alla partita di Santon e la coperta corta dell’Inter

Fino a 7 giorni fa rivitalizzato, in una settimana riportato sulla terra. La partita con la Juventus, ma soprattutto quella con l’Udinese, dove Santon è protagonista – in negativo – di due delle tre reti subite dall’Inter. Dopo una grande corsa Spalletti scopre la realtà dei fatti: la sua Inter è un’ottima squadra, ma la coperta è un po’ corta. Sul terzino sinistro, ad esempio; ma anche davanti, dove ingressi per rigirare partite che si mettono male, Spalletti proprio non ne ha a disposizione. A gennaio servirebbe uno sforzo. O magari anche due.

Voto 2… Alla risata ironica di Destro su Donadoni

Il Bologna è già sotto 2-0, la Juventus in controllo, Donadoni chiama il cambio, Destro esce e se la fa tutta ridendo, in un chiaro segno di disappunto per la scelta del suo allenatore. Ecco, chi vi scrive queste pagelle non è esattamente un fan della retorica a costo zero, ma esattamente di cosa rideva l’attaccante del Bologna? No perché fin lì la sua prestazione era stata impalpabile, così come del resto la sua stagione, con 2 gol in 785 minuti che non fanno di lui esattamente il clone di Cristiano Ronaldo

Voto 1… Al Milan

“Non c’è limite al peggio”. Il momento dei rossoneri sembra rispecchiare alla grande uno di quei vecchi detti popolari. Da Verona, per il Milan, non si salva nulla. Risultato. Prestazione. Momento. Tutto da buttare, in una stagione che doveva essere quella del rilancio e si sta materializzando come il più inaspettato degli incubi. Più che all’Europa ora il Milan deve iniziare sul serio a mettere dentro qualche punto. Perché 24 dopo 17 giornate, sono davvero pochini.

Voto 0… Alla rimonta subita del Benevento

Da 1-0 a 1-2. In casa. Con la SPAL. Stiamo parlando di una squadra che a questo punto rischia seriamente di finire il girone d’andata a quota 1. Serve davvero aggiungere altro?

 

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