Panchina Trento calcio: Emanuele Filippini rottama Vecchiato e lancia Antonio

Gli indimenticabili fratelli gemelli Antonio ed Emanuele Filippini, dopo anni di onorata carriera sui campi di calcio (Brescia, Palermo, Lazio, Treviso e Livorno), ora provano a sfondare anche come allenatori in serie De le loro sorti continuano ad essere legate a doppio filo.

I Filippini in una foto recente

Battendo per 5-1 il Trento allo stadio Briamasco, domenica scorsa il tecnico del Rezzato, Emanuele Filippini, ha “provocato” l’esonero dell’allenatore gialloblù Vecchiato. Così la società del presidente Giacca ha nominato, ironia della sorte, Antonio Filippini nuova guida dell’A.C. Trento.

Vecchiato

Antonio era alla ricerca di una panchina dopo l’esonero dal Lumezzane del 2016 e ora sarà legato al Trento con un contratto fino al 30 giugno 2018.

Il tecnico sarà affiancato dal vice Paolo Quartuccio, già suo collaboratore nel settore giovanile del Feralpisalò e al Lumezzane.

L’inizio stagione del Trento in serie D, dopo la promozione dall’Eccellenza, è stato tutt’altro che simile agli auspici del presidente Giacca che aveva allestito una rosa, sulla carta, ambiziosa. Dopo 10 partite la squadra gialloblù è quartultima nel girone B con 8 punti e adesso dovrà risollevarsi almeno per evitare di retrocedere.

In questo senso si spera che il nome, il carisma e l’esperienza di Antonio Filippini possa essere da sprono ai calciatori e all’ambiente.

LA SCHEDA DI ANTONIO FILIPPINI

È nato a Brescia il 3 luglio 1973 ed è il fratello gemello di Emanuele, attuale allenatore del Rezzato.

Da giocatore muove i primi passi nel settore giovanile della Voluntas e poi passa al Brescia. Nel 1992 viene ceduto in prestito per tre stagioni all’Ospitaletto (due in serie C2 e una in C1) con cui colleziona complessivamente 93 presenze e mette a segno 8 reti.

Rientra al Brescia nell’estate del ’95 e, dopo due campionati di serie B, il 31 agosto 1997 fa il proprio esordio nel torneo di serie A nella sfida contro l’Inter valevole per la prima giornata di campionato. La sua permanenza in maglia biancoblù dura complessivamente otto stagioni e mezza, la metà delle quali nella massima serie, nel corso delle quali calca il campo a fianco di campioni del calibro di Roberto Baggio, Andrea Pirlo, Pep Guardiola, Luca Toni e Dario Hubner e con un “guru” del calibro di Carlo Mazzone in panchina.

A gennaio 2004 si trasferisce al Palermo in serie B e con i rosanero vince il campionato, prima di passare alla Lazio e, successivamente vestire le maglie di Treviso e Livorno, dove resta per quattro stagioni, conquistando un’altra promozione nella massima serie.

Chiude la carriera da giocatore al Brescia, con cui aveva già disputato la bellezza di 266 partite, al termine della stagione 2010 – 2011.

Appesi gli scarpini al chiodo intraprende immediatamente il percorso da allenatore, diventando il tecnico dei Giovanissimi Nazionali del Brescia. Nel 2012 approda al Feralpisalò e, per due stagioni, è la guida della squadra “Berretti”, mentre il fratello Emanuele ricopre il ruolo il ruolo di responsabile del settore giovanile.

Nel 2014 – 2015 frequenta a Coverciano il corso di abilitazione per il master di allenatori professionisti Prima Categoria – Uefa Pro e il 15 febbraio 2016 viene ingaggiato come allenatore dal Lumezzane in Lega Pro, portando la squadra alla salvezza diretta. Al termine della stagione prolunga il proprio accordo con il sodalizio bresciano, ma lascia l’11 ottobre 2016 a causa di contrasti con la dirigenza.

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