UFFICIALE, Rosicky si ritira: ‘Decisione sofferta. Continuerò a lavorare nel calcio’

UFFICIALE, Rosicky si ritira: 'Decisione sofferta. Continuerò a lavorare nel calcio'

Un fulmine a ciel sereno. Tomas Rosicky ha annunciato poco fa in una conferenza stampa il ritiro dal calcio giocato all’età di 37 anni: “Dopo i segnali arrivati negli ultimi mesi dal mio corpo, che mi suggeriva di lasciare, per la prima volta anche la testa ha ceduto. Non ha senso continuare perché non ho più niente da offrire in campo”.

PICCOLO MOZART – Sotto la guida di Zdenek ScasnyRosicky esordisce nel 1999 con la maglia dello Sparta Praga. Il giovane centrocampista stupisce tutti e nella stagione successiva si guadagna subito una maglia da titolare. Rosicky dimostra di essere un giocatore sopra la media con prestazioni d’alto livello tra campionato ceco e Champions League, e ben presto finisce nel mirino dei maggiori club europei. A spuntarla è il Borussia Dortmund, che nel gennaio 2001 riesce a strappare alla concorrenza il ‘Piccolo Mozart’, soprannome attributogli per l’elevata qualità tecnica e l’eleganza sul rettangolo verde di gioco. Il passaggio in Germania del praghese rappresenta ancora oggi un record per la Repubblica Ceca: il club teutonico sborsa infatti 500 milioni di corone (circa 20 milioni di euro). Cinque anni in maglia giallonera, prima di volare nel 2006 in Inghilterra tra le fila dell’Arsenal. Voluto fortemente da Wenger, il ‘Piccolo Mozart’ conquista ben presto la stima del pubblico dei Gunners. Rosicky resta a Londra 10 anni, prima di torna a casa, nella sua Praga, nel 2016 per vestire di nuovo la maglia del club che lo ha lanciato, lo Sparta. Il ritorno sulle rive della Moldava è un concentrato di emozioni nell’ambiente granata: c’è chi ha visto Rosicky esordire 17 anni prima e chi sognava di vederlo indossare quei colori. Giovani e anziani, tutti emozionati nel vedere quel numero 10 sul prato della Generali Arena.

TRA INFORTUNI E TROFEI – Dopo il ritorno a Praga, Rosicky gioca appena 20 minuti contro il Mlada Boleslav, prima di subire un infortunio che lo costringerà a stare fuori per tutta la stagione. Uno dei tanti nella sfortunata carriera del ceco, frenato da problemi fisici che non gli hanno permesso di esprimere al massimo tutte le sue qualità. Il fisico troppo fragile ha rappresentato il vero limite di un calciatore straordinario, ma non gli ha impedito di togliersi grandi soddisfazioni nel corso della carriera. Rosicky ha conquistato infatti due campionati cechi con la maglia dello Sparta, un titolo di Bundesliga con il Dortmund e per ben due volte consecutive il double in Inghilterra con l’Arsenal nel 2014 e nel 2015, portando a casa la Community Shield e l’FA Cup. “Il grande rimpianto della carriera? Non aver vinto l’Europeo 2004 in Portogallo” ha dichiarato Rosicky nella conferenza stampa d’addio.

E ORA? – Il ceco ha le idee chiare sul futuro: “Amo il calcio e ci sono buone possibilità di rimanere nello Sparta. Posso dire di conoscere questo sport e posso offrire il mio contributo a questo club”. Rosicky potrà essere la chiave per ripartire in casa granata dopo un periodo di insuccessi. Il classe 1980 potrebbe dunque entrare a far parte della dirigenza del club e diventare una figura di riferimento per i calciatori e un valido supporto a disposizione del tecnico Stramaccioni.

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