In C spagnola, parte la squadra, non le maglie: gliele prestano. Vincono dopo un mese

La curiosa storia dell’UD Melilla, squadra di serie C spagnola che ha giocato e vinto grazie alle divise prestate dal Cadice

Melilla è una città autonoma spagnola che si trova sulla costa orientale del Marocco. La squadra di calcio che la rappresenta se la cava, pure con qualche velleità, nel girone D in Segunda B (la nostra Serie C) e proprio dall’ Africa parte la sceneggiatura pallonara più romanzesca dello scorso weekend..

L’Union Deportiva Melilla si mette in viaggio sabato alla volta dell’Andalucia: il giorno successivo a San Fernando ci sarebbe da spezzare l’incantesimo che dopo un esaltante avvio ha immobilizzato la classifica della squadra da più di un mese.

Le avvisaglie, i sentori della vigilia? Non buoni, affatto: “troppo peso a bordo, la stiva è colma, tirateli giù quei borsoni..” sentenziava la compagnia aerea prima di accingersi a sorvolare il Mediterraneo con già a bordo i ragazzi di Mister Pastelero.

Ecco, “quei borsoni” contenevano tutto ció che distingue formalmente una ventina di giovanotti in gita per un addio al celibato da una squadra di calcio; mute, casacche, attrezzature mediche. Ricapitoliamo: il Melilla atterra ed è già tanto se ogni atleta ha nel proprio trolley le scarpe da gioco, lo spazzolino, forse l’imprescindibile cera per capelli.

Il tempo vola e serve una soluzione, benchè un surrogato. Sì, perchè la maglia nel calcio è icona, appartenenza, culto: sicuramente per i tifosi e talvolta, pare, pure per chi la suda…

“Ci si puó provare…” rispose giusto giusto qualche anno prima il Duca di Medina Sidonia al Re Filippo II , che affidava così il comando dell’Invincible Armada ad uno che non era mai nemmeno salito su una barca… E deve aver pensato qualcosa di simile la dirigenza del Melilla scrollando agitatamente il pollice alla ricerca di un contatto con un suo omologo del Cadice, la città più vicina a quella del loro incontro.

“Polleggio, regaz” pare abbiano risposto dall’altra parte dello smartphone: in un attimo il Melilla veniva fornito di maglia e calzoncini Adidas della terza divisa del Cadice, con braghe della seconda per non emularsi cromaticamente in tutto e per tutto. Un completo rosa, giallo e bianco rischia di fare un po’ a pugni con sè stesso ma a Cadice il Carnevale è una roba piuttosto seria..

Pettorine e valigia di primo soccorso, insieme alle maglie dell’anno precedente per rifinitura e riscaldamento, andavano a completare il rapido omaggio.

Beh, facciamola breve: il Melilla ha sbancato lo stadio Bahia Sur. Lo ha fatto anche grazie al gol di Josè Luis Garcia Perez, proprio lui fresco ex di turno a San Fernando. Proprio lui, nato 21 anni fa a Jerez de la Frontera, che si trova a segnare con lo scudo degli atavici rivali sul cuore.

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Calcio femminile, prima maglia azzurra per l’Arezzo: Razzolini nell’under 23 VIDEO

L’Arezzo Calcio Femminile festeggia la sua prima maglia azzurra. Un evento storico per la società amaranto che, grazie alla sua capocannoniere Costanza Razzolini, timbrerà il cartellino nella Nazionale sperimentale Under 23. Lo scorso lunedì 11 dicembre è infatti arrivata per Razzolini la convocazione ufficiale per lo stage congiunto dell’Under 23 con la Nazionale maggiore che si raduneranno al Villaggio Azzurro di Novarello dal 17 al 21 dicembre: quattro giorni di intensi allenamenti che si concluderanno con un test in famiglia tra la sperimentale under 23, seguita dai tecnici federali Attilio Sorbini e Nazzarena Grilli, e la Nazionale A del ct Milena Bertolini.

“La convocazione di Razzolini è un traguardo storico per la nostra società- dichiara la presidente amaranto Chiara Tavanti.- Non vedevamo l’ora di poter vivere questo sogno ed è un grande onore per, tutti noi, poterlo vivere grazie a Costanza che, in questa prima frazione di campionato, si è rivelata un leader con tutti i crismi. Questa sua partecipazione al raduno di Novarello è infatti stata accolta con grande gioia anche da tutte le ragazze della squadra con le quali ci sta regalando un campionato da favola. Costanza è la prima maglia amaranto che si tinge d’azzurro e, per l’atleta e la persona che si sta dimostrando, siamo felici che possa rappresentare la società e la nostra città in questa nuova avventura nazionale.”

Per l’attaccante amaranto lo stage della prossima settimana è soltanto un nuovo tassello della sua avventura in azzurro. Dopo aver collezionato sei presenze tra le Azzurrine dell’under 17, nel 2016 Costanza Razzolini è stata inserita nella rosa della Nazionale under 19 che ha preso parte all’Europeo di categoria di Slovacchia.

“Tra tutte le convocazioni avute in passato, questa mi ha colto di sorpresa- spiega l’attaccante classe ’97 Costanza Razzolini.- Questo è per me l’anno del riscatto, l’annata in cui mi ero prefissata di ripartire dopo un periodo in cui sul campo avevo avuto meno continuità. In questo momento sono ben concentrata sull’Arezzo e sul progetto che stiamo portando avanti e sono felice di questa convocazione con l’Under 23 proprio per la mia squadra e per la società. Stiamo facendo un ottimo lavoro e ci stiamo tutti impegnando al massimo e, oggi, non posso che ringraziare tutti quelli che mi hanno dato fiducia. Sono felice di essere la prima giocatrice dell’Arezzo ad essere convocata in Nazionale e cercherò di rendere onore alla maglia amaranto in questa nuova esperienza.”

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Inter-Pordenone, il presidente Lovisa: “Se vinciamo torno a casa a piedi”

Nagatomo realizza l'ultimo rigore (Newpress)

Milano, 12 dicembre 2017 – “Sono pronto a tornare a casa a piedi in caso d’impresa a San Siro”, il Pordenone,  “Lega Pro”, debutta nella Scala del calcio contro l’Inter in una partita valida per gli ottavi di Coppa Italia, e il presidente dei “ramarri”, Mauro Lovisa, … non sta nella pelle. “Vogliamo dar continuità a tutto il lavoro di questi anni siamo pronti per sbarcare in Serie B”. Una sfida storica che resterà nella storia del club: “Avrebbe dato un certo fascino giocare in casa come si fa in Inghilterra il calcio va migliorato e anche questo va migliorato”.

Inter-Pordenone: segui la diretta streaming

In macchina, e non a piedi, invece i tifosi del Pordenone si sono riversati sulla strada per Milano. Aree di servizio veronesi e bresciane “invase” da gruppi di neroverdi, si parla di 4.000 fan diretti festanti a San Siro.

In una sosta tra Soave e Desenzano (Verona) tra la gioia, mista alla commozione, i più acclamati sono stati i pazienti adolescenti dell’Area Giovani del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano. I ragazzi sono stati invitati da Inter e Pordenone ad assistere al match di questa sera. Il logo dell’Area Giovani campeggerà stasera sulla maglia celebrativa che il Pordenone indosserà nella gara.

Per i bookmaker non ci sono dubbi, per Better, il marchio di scommesse di Lottomatica: la partita di questa sera al “Meazza” vede l’Inter super favoritaa 1,17, e il Pordenone dato a 14,00.

Comunque il Pordenone, allenato da Leonardo Colucci, che ha un lungo passato in serie A e tante sfide contro Spalletti, si presenta alla corte nerazzurrra dopo aver eliminato il Cagliari, e quindi da non sottovalutare, il tecnico toscano lo sa bene: “Una gara tra serpenti, loro sono i ramarri, noi i biscioni. Si presentano con un top player difficile da affrontare e che si chiama super-motivazione. Io ho passato la mia vita professionale in quelle categorie e so che spinta arriva da una partita così. Le coppe nazionali sono piene di risultati clamorosi, tra una squadra presuntuosa e una super-motivata. Sui cartelli per venire qui oggi non c’era attenti alla neve, ma attenti al Pordenone”.

E non è solo una formale considerazione, visto l’avversario meno blasonato, ma un vero avvertimento, anche ai suoi giocatori: “Loro a Cagliari hanno fatto meraviglie, noi a Cagliari abbiamo faticato a fare tre punti. Non c’è possibilità di non avere attenzione e motivazione, dovere e voglia con addosso questa maglia. Giocano quelli che hanno giocato meno, ma la somma dovrà fare Inter”.

 

 

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SERIE B – FROSINONE, PRESENTATE LE NUOVE MAGLIE UFFICIALI. ESORDIO CON L’ENTELLA

Serie B – Frosinone, presentate le nuove maglie ufficiali. Esordio con l’Entella

Sono state presentate le nuove divise con le quali il Frosinone Calcio disputerà le prossime gare.

Secondo quanto riportato dal sito ufficiale della squadra ciociara, le maglie saranno di tre tipologie: una gialla con inserti azzurri, una bianca con inserti azzurri, una blu con inserti bianchi. Due le novità: il colletto ‘bicolore’ con la cucitura che riporta la scritta “Frosinone Calcio” e il leone stilizzato che si staglia su tutta la maglia fino ad arrivare dietro la schiena. Le maglie sono caratterizzate da un tessuto particolare, in poliestere, che permette una maggiore traspirabilità. Legea, lo sponsor tecnico, mentre Banca Popolare del Frusinate, Turriziani Petroli, MBI Gas e Luce e Acqua Filette gli sponsor di maglia. La data di esordio delle nuove maglie è stata fissata per il 21 dicembre, giorno in cui il Frosinone affronterà l’Entella in casa.
[Foto: Frosinone Calcio]

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Tottenham, Pochettino voleva la Juventus: «A Torino sarà come giocare in casa»

Tottenham, Pochettino voleva la Juventus: «A Torino sarà come giocare in casa»

Il tecnico argentino dei londinesi impaziente di sfidare i campioni d’Italia agli ottavi di Champions: «La mia famiglia viene da lì e ho sempre sognato di giocarci con la maglia bianconera»

TORINO – Se Massimiliano Allegri è sembrato entusiasta di sfidare il Tottenham nel «tempio sacro di Wemlbey», ancora più felice è il suo collega Mauricio Pochettino. Il tecnico del Tottenham, prossimo avversario dei campioni d’Italia agli ottavi di Champions League, ha spiegato perché ha accolto con grande piacere il sorteggio di Nyon e perché nel primo round dell’Allianz Stadium gli sembrerà in qualche modo di giocare “in casa”: «È fantastico – ha detto l’allenatore argentino dei londinesi in un’intervista al ‘Daily Mail’ – perché la mia famiglia, come si può intuire dal mio cognome, ha origini italiane e proprio di Torino. Ho sempre sperato di poter giocare in quella città e con la maglia della Juventus ed è bello ora ritrovarla di fronte da avversaria. Sarà importante essere competitivi ma abbiamo già dimostrato di poter reggere alle pressioni della Champions League. Affronteremo due sfide diverse da quelle con il Real Madrid ma altrettanto eccitanti».

Tutto sulla Champions League

KANE CI CREDE – Carico anche il bomber inglese Harry Kane«Questa è laChampions! Abbiamo assistito al sorteggio tutti insieme in palestra ed è stato davvero eccitante. Per molti di noi sarà la prima volta in questa fase della competizione e per andare lontano bisogna battere le rivali più forti: nel girone eliminatorio ci siamo riusciti, ora bisogna fare il prossimo passo. I risultati della prima fase ci hanno dato coraggio e consapevolezza per affrontare le prossime sfide con fiducia».

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Pagellone: il meglio e il peggio del calcio estero

Da Guardiola che mette le mani sulla Premier League a dicembre alla formula del Mondiale per Club passando dal trionfo della Formica Atomica in MLS: riviviamo le emozioni del weekend di calcio internazionale.

Voto 10 e lode… Al trionfo di Seba Giovinco

Che finalmente ha vinto. E l’ha fatto da protagonista, mettendo in porta per due volte i compagni che hanno regalato il 2-0 ai suoi Toronto FC sui Seattle Sounders nella finale di MLS. E’ il primo grande trionfo di Giovinco da protagonista, arrivato da superstar in una ‘squadra’ che tale è diventata nel tempo, anche grazie ai colpi del ‘piccolo’ Seba. Insomma, la prima parte della missione può dirsi davvero completata. Ripetersi è la cosa più difficile. Vediamo se anni e mentalità acquisita da giovane alla Juventus aiuteranno ancora in futuro.

VIDEO – Giovinco inventa con gli assist, Altidore e Vazquez segnano: Toronto vince la MLS Cup

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Voto 10… Al Manchester City che blinda la Premier il 10 dicembre

Il 10 dicembre la Premier League va in archivio. È questo il verdetto che ci consegna Old Trafford: il Manchester City ha conquistato 15 vittorie, di cui 14 consecutive, e un pareggio: 46 punti su 48 disponibili, l’unico stop è datato 21 agosto contro l’Everton. Fantascienza. Il derby con lo United è una dimostrazione di superiorità che va oltre il successo di misura finale. Guardiola ha il miglior attacco e ora anche la miglior difesa del torneo. Lo scontro diretto ne ha certificato il dominio e al momento nessuno può reggere il confronto in Inghilterra, ma nemmeno in Europa. Chapeau.

Voto 9… A Leo Messi che eguaglia Gerd Muller

Con quello al Villarreal sono 525 i gol di Leo Messi con una sola maglia, quella del Barcellona. La Pulce eguaglia così Gerd Muller come principe dei goleador dei principali campionati europei con una sola squadra. E, di sicuro, non finisce qui.

Voto 8… A bomber Simone Zaza

Pagellone dominato dagli italiani all’estero. Italians do it better. O meglio: los italianos lo hacen mejor. Soprattutto nel calcio, con il Valencia di bomber Zaza che continua a volare altissimo nella Liga, seconda forza dietro il Barcellona capolista. A brillare però è la stella di Zaza, con una vena realizzativa degna dei migliori record dei valenciani: 10 gol nelle prime 15 partite, Zaza come Kempes e Villa. Non male.

Voto 7… A Cristiano Ronaldo che festeggia il quinto Pallone d’Oro

Non è stato un inizio di campionato facile per CR7 che, però, ha festeggiato la conquista del quinto Pallone d’Oro con una doppietta, la prima in questa Liga (strano ma vero), rifilata al Siviglia nel 5-0 del Real Madrid. Trofeo alzato davanti al pubblico del Bernabeu e passerella anche in campo. I blancos sono già concentrati sul Mondiale per Club: in campionato appuntamento al Clasico del 23 dicembre.

VIDEO – Cristiano Ronaldo vince il 5° Pallone d’Oro: lavoro e talento per l’eterna sfida a Messi

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Voto 6… A Balotelli che stende Ranieri

Mario Balotelli ha ricominciato a segnare e il Nizza, che era in zona retrocessione, ottiene la terza vittoria di fila targata SuperMario balzando all’ottavo posto. L’1-2 che stende il Nantes di Ranieri arriva al 75’ con destro telecomandato a giro dal limite dell’area. E Balotelli non esulta, ma non è una novità.

Mario Balotelli, Nantes-Nizza

Mario Balotelli, Nantes-NizzaGetty Images

Voto 5… A Lovren che annulla l’effetto Salah

Oltre al derby di Manchester, c’è stato anche quello di Liverpool. Salah, con un sinistro a giro sotto la neve, ha regalato la 19esima perla in 24 presenze con i Reds (con la Roma ne erano servite 41 per raggiungere questo bottino). Ad annullarne l’effetto è stato il compagno di squadra Lovren che ha provocato un rigore con un fallo a dir poco ingenuo per la felicità di Rooney e dell’Everton. A proposito, alla vigilia del derby del Merseyside Lovren aveva dichiarato:

” Mi sento nella forma migliore da quando sono qui a Liverpool e spero nei prossimi quattro o cinque anni di poter mostrare il meglio del mio repertorio per questo club godendomi ogni match”

Rooney Everton-Liverpool

Rooney Everton-LiverpoolGetty Images

Voto 4… Alla resa del Chelsea

Antonio Conte ha alzato bandiera bianca, chiamandosi fuori da una lotta in cui non è mai stato dentro. Vero. Nel weekend del derby di Manchester che avrebbe dovuto riavvicinare i Blues a una delle due – se non a entrambe – il suo Chelsea cade nel derby col West Ham, dimostrando tutte le difficoltà già note. Rosa corta e squadra meno lucida e affamata rispetto alla scorsa stagione. E, pur essendo a dicembre, la reale sensazione è che la permanenza del buon Antonio in terra londinese sia giunta al termine.

Voto 3… Come i gol di vantaggio dilapidati dal Colonia sotto la neve

Il Bayern Monaco si è laureato campione d’inverno, ma in Germania è andata in scena una gara folle nel weekend, quella tra Colonia e Friburgo in coda. Si è giocato sotto la neve alla faccia dei rinvii a cui assistiamo in Italia e, dopo lo slittamento di 15’ per consentire l’intervento degli spazzaneve, i padroni di casa si sono fatti rimontare dal 3-0 al 3-4 con due rigori fischiati nel finale, tra il 90’ e il 95’. La beffa è stata clamorosa e c’è stato anche un problema tecnico: era impossibile trovare il dischetto in mezzo alla neve. L’arbitro ha risolto la situazione. Come? Contando i passi alla vecchia maniera, come facevamo da bambini all’oratorio.

Colonia-Friburgo - Bundesliga 2017-2018

Colonia-Friburgo – Bundesliga 2017-2018Eurosport

Voto 2… Al disastro del Borussia Dortmund

E fanno 12. Dodici partite senza vittoria per il crollo di una squadra distrutta dall’egemonia finanziaria del Bayern Monaco, assoluto padrone della Germania. Meno di 5 anni fa i gialloneri erano la novità più frizzante d’Europa, col calcio verticale e il ritmo forsennato di Klopp e una fucina di talenti autocoltivati che li portò fino alla finale di Champions. Poi, puntuale, è passata la mano egemone dei bavaresi a riempire le casse ma a distruggere la seconda forza del calcio tedesco, che ora sembra tornata a tabula rasa. Bosz è stato cacciato domenica e rimpiazzato da Stoger, a sua volta silurato sette giorni fa dal Colonia. E l’ultima stella, Aubameyang, ha le valigie in mano. Secondo alcuni addirittura già a gennaio.

Voto 1… Ai regali di Lukaku che tradiscono il Manchester United

In versione Babbo Natale Lukaku entra nelle marcature del Manchester City con due svarioni decisivi che tradiscono lo United. Nemmeno David Silva e Otamendi osavano sperare in tanta bontà da mister 75 milioni di sterline (il costo del suo cartellino).

Mourinho a fine gara farà polemica per un episodio arbitrale sul contatto tra Otamendi ed Herrera:

” Non dormirò la notte per quel rigore non dato. Era netto”

Voto 0… All’emozionantissimo Mondiale per Club

…Che per chi non lo sapesse è già iniziato, con le clamorose Urawa Red Diamons-Al Jazira e Pachuca-Wydad Casablanca. Wow, che spettacolo. Che formula, che emozioni. Se dio vuole questa fallimentare e ridicola formula tra un po’ andrà in pensione, con la FIFA che sta studiando un torneone da 24 squadre che sulla carta promette di essere pure peggio. Ma perché si deve riformare sempre tutto? Perché si devono toccare le cose che funzionano? Era chiaro, semplice, affascinante: i campioni d’Europa, i campioni del Sudamerica, un viaggio in campo neutro a Tokyo, la Coppa Intercontinentale. E invece no. ‘Ce tocca’ il Mondiale per Club. Ah per la cronaca in settimana Gremio-Pachuca e Al Jazira-Real Madrid. Non prendete impegni. Mi raccomando.

Pagellone realizzato da Alessandro Dinoia e Simone Eterno

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Girone G. Anzio Calcio, pesante battuta d’arresto al Bruschini

Foto Matteo Ferri

Quarta sconfitta consecutiva per l’Anzio, battuta dall’Albalonga al “Bruschini”. Dopo un primo tempo sostanzialmente equilibrato, gli ospiti passano nella ripresa e vanno a segno quattro volte. Rughetti lancia dal primo minuto De Francesco, che già aveva esordito, subentrando nella ripresa, nella sfortunata trasferta di Sassari. L’ex Latina completa un tridente offensivo inedito con Ricci e Landolfi. La prima emozione la regala proprio quest’ultimo, che dopo appena due minuti si presenta in area e prova il sinistro, chiuso da Paolacci. La risposta dei castellani è affidata alla coppia Corsetti-Nohman, col primo che, al 13’, apre sulla destra e il secondo che si fa respingere la conclusione ravvicinata da Rizzaro. Anzio pericoloso con due azioni in fotocopia tra il 24’ ed il 25’ ma De Francesco trova ancora l’opposizione di Paolacci e Costanzo alza troppo la mira. La gara è bloccata e vive di sussulti improvvisi: Silvagni, al 33’, si esibisce nella sua specialità, il colpo di testa, ma Frasca è attento. L’estremo difensore non ha neanche bisogno di intervenire sulla conclusione mancina di Landolfi dal limite, che chiude il primo tempo. Nella ripresa la squadra di Mariotti inizia ad aumentare la pressione e sblocca la partita con uno dei nuovi entrati, Sabatini, che al 59’ raccoglie un assist di Nohman e fulmina Rizzaro dal limite dell’area con una conclusione che si infila all’incrocio. Trascorrono dieci minuti e gli uomini di Mariotti raddoppiano. Nohman difende palla dall’attacco di Martilotta all’altezza dei venticinque metri, leggermente spostato verso sinistra. L’arbitro fischia un calcio di punizione e Barone, incaricato dell’esecuzione, disegna una traiettoria imprendibile. L’Anzio non ha più la forza neanche di reagire e viene punita ancora due volte. Al 77’ Magliocchetti, servito da un lungo lancio dalle retrovie, si infila tra le maglie larghe della difesa neroniana e sigla il terzo gol mentre in pieno recupero Nohman salta anche Rizzaro e, dalla linea di fondo, serve a Sabatini la palla del poker e della doppietta personale per il classe ’99.

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Il Torino in maglia verde, e la Chapecoense: “Molte grazie, fratelli!”

Alcuni avvenimenti uniscono nel profondo, non ha importanza la distanza o la precedente conoscenza reciproca. E’ questo il caso di Torino e Chapecoense, che il destino ha voluto unire in maniera tragica ma incontrovertibile: l’anno scorso la tragedia aerea che ha visto protagonista la squadra brasiliana, quasi sulla falsariga di quel che accadde agli Invincibili del Grande Torino. E proprio in onore e memoria della Chape, ad un anno di distanza, i granata sono ieri sera scesi in campo indossando una maglia commemorativa verde scuro, colore della compagine sudamericana.

Un gesto non non è, ovviamente, passato inosservato: né in Europa, né dall’altra parte del mondo. Quest’oggi infatti, nel pomeriggio, il club brasiliano ha voluto ringraziare pubblicamente il Torino per l’iniziativa e l’ha fatto attraverso il proprio profilo ufficiale di Twitter. Poche parole, ma sentite, quelle espresse dai rappresentanti della Chapecoense: “Ieri sera, il Torino ha giocato con la maglia verde in onore dei nostri campioni eterni! Grazie a voi, fratelli!” 

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Benevento-Milan 2-2, il portiere Brignoli al 95′ regala ai sanniti il primo punto

Benevento-Milan 2-2, il portiere Brignoli al 95' regala ai sanniti il primo punto

Clamoroso finale al Vigorito, il numero uno della squadra di De Zerbi batte Donnarumma con un colpo di testa e firma il pari rovinando l’esordio di Gattuso sulla panchina rossonera. In precedenza a segno Suso, Puscas e Kalinic, espulso Romagnoli

BENEVENTO – Il primo punto del Benevento in serie A ha rovinato il debutto di Gattuso da allenatore del Milan, ma ha anche rinnovato una delle classiche favole del calcio: il portiere che fa gol. Il 2-2 all’ultimo respiro della partita, il 5′ di recupero, lo ha segnato il portiere Brignoli di testa, con la sua maglia verde inconfondibile nel mix cromatico della scena madre della domenica. Un gol da centravanti, in mischia su punizione a cogliere l’angolo lontano, contro il Milan ridotto alle corde, in 10 contro 11, dall’espulsione di Romagnoli. Già nel primo tempo chiuso comunque in vantaggio, la squadra più forte aveva mostrato i vecchi limiti: lo scarso ritmo e la mancanza di velocità. Qualche distrazione di troppo ha scritto l’inatteso epilogo, non immeritato dal Benevento.

SQUADRA CONTRATTA – Il Milan del primo tempo era una squadra visibilmente contratta, preoccupata di sbagliare il match-ball che in partenza poteva sembrare questa partita contro l’ultima in classifica, ancora inchiodata a zero punti. Il sistema di gioco scelto da Gattuso, il 3-4-3, era annunciato: parziale correzione dell’ultimo Montella, nell’intento di sfruttare al meglio le caratteristiche dei giocatori, in larga parte gli stessi utilizzati da predecessore. Ma la teoria si è scontrata con la pratica di un’avversaria che intasava ad arte ogni spazio, essendo appunto il suo scopo quello di ottenere il sospiratissimo primo punto in A. De Zerbi ha oltretutto perso la sua principale arme offensiva: Armenteros, bloccato da un virus intestinale. Dal conseguente rimescolamento di carte è uscito un 4-1-4-1, con Cataldi davanti alla difesa e sulle fasce D’Alessandro e Parigini per armare con i loro cross il centravanti Puscas.

SUSO BLOCCATO – L’inizio del Milan è stato promettente soprattutto grazie a Montolivo, che ha cercato di aggirare il traffico di centrocampo con intelligenti aperture sull’esterno, dove però Borini e Rodriguez trovavano un muro di gambe e Suso e Bonaventura venivano sistematicamente raddoppiati in marcatura, a ogni abbozzo di dribbling. Bonaventura cercava allora ossigeno con qualche incursione centrale: suoi i primi assalti, di destro e die testa. L’occasione migliore, capitata presto a Kalinic, è stata tuttavia frutto di un erroraccio di Letizia, che ha azzardato un passaggio all’indietro, sul pressing milanista. Il centravanti croato non ha ripagato la fiducia del neoallenatore: al suo diagonale, smorzato da Brignoli in uscita, sarebbe stato preferibile l’appoggio a un compagno meglio piazzato per tirare.

MISCHIA VINCENTE – L’occasione mancata ha ulteriormente preoccupato il Milan, che ha trascorso una fase di strana paralisi, a cavallo tra il 20′ e il 33′, con l’eccezione di una percussione di Kessié, il solo in grado di cambiare potenzialmente ritmo con i suoi strappi. Il Benevento si è fatto coraggio. Un cross dal fondo di  D’Alessandro, bloccato da Donnarumma, e una girata di controbalzo di Memushaj, finita a lato, hanno dato al pubblico la sensazione che potesse arrivare il gol. Se lo è divorato al 33′ Parigini, con un pessimo colpo di testa scentrato su cross dal fondo di D’Alessandro, sfuggito al controllo di Rodriguez. E’ stato invece il Milan a segnare. Il merito principale è di Kessié, che è entrato in area, ha vinto un corpo a corpo, da terra ha recuperato l’equilibrio e ha sfornato un cross con annessa mischia, risolta di testa in tuffo da Bonaventura al terzo tentativo, dopo il primo suo e quello successivo di Kalinic.

KALINIC SI SBLOCCA – Alcune distrazioni in copertura, di Borini in particolare, e la poca reattività nei contrasti hanno messo in allarme Gattuso. In effetti il Benevento ha sfruttato proprio questi difetti per pareggiare a inizio ripresa, dopo un avvio aggressivo. Su una respinta corta di Romagnoli si è avventato Letizia per il tiro al volo, respinto da Donnarumma: Puscas ha bruciato avversari lenti e ha firmato l’1-1. Qui, finalmente, si è visto il Milan di Gattuso: la reazione alle difficoltà, non solo nervosa, è stata immediata e Bonaventura ha incarnato lo spirito del neoallenatore per la cocciutaggine con cui ha cercato il perfetto cross dal fondo e ha permesso a Kalinic di sbloccarsi con la schiacciata del 2-1. A questo punto, grazie alla crescente autorevolezza in campo di Kessié e all’ingresso di Abate per Borini, si è vista qualche nitida azione sulla destra, Ma gli strappi di Memushaj hanno chiarito che il Benevento non si voleva arrendere.

MISCHIA FATALE – Un pasticcio di Bonucci ha riacceso le partita appena dopo l’ingresso di Biglia per Montolivo, che certificava l’intenzione di congelare il risultato. Uscito in avanzata nella metà campo avversaria, il capitano del Milan ha lasciato scoperta la difesa sul contropiede di Letizia, steso a metà campo da Romagnoli, già ammonito, con relativa espulsione per il secondo cartellino giallo. Gattuso ha disposto la squadra con l’ovvio 4-4-1 e si è tolto la giacca, accompagnando a bordo campo ogni mossa della squadra, come una specie di undicesimo giocatore.  Scampato a un destro alto di Coda, appena entrato per Memushaj, il  Milan si è predisposto a un finale di pura sofferenza. Zapata è entrato al posto di Suso e il passaggio alla difesa a 5 ha accentuato, senza infingimenti, la priorità di salvare i 3 punti, se necessario anche con alcuni rinviii in fallo laterale. Non è stato sufficiente. Un fallo di Abate ha fatto da preludio al clamoroso epilogo. Il riluttante Brignoli è stato chiamato dai compagni ad aggiungersi a loro in area per l’estremo tentativo sul cross della punizione di D’Alessandro. E proprio lui, il ventiseienne portiere, ha scritto e si è scritto una pagina storica.

Benevento-Milan 2-2 (0-1)
Benevento (4-3-3): Brignoli, Letizia, Djimsiti, Costa, Di Chiara (35 ‘st Gyamnfi), Cataldi, Chibsah, Memushaj (dal 35’ st Coda), Parigini (22 st Brignola), Puscas, D’Alessandro (1 Belec, 4 Del Pinto, 14 Viola, 23 Venuti, 24 Kanoute, 87 Lombardi, 88 Antei, 95 Gravillon). All. De Zerbi
Milan (3-4-3): Donnarumma, Musacchio, Bonucci, Romagnoli, Borini (dal 14′ st Abate), Montolivo (27′ st Biglia), Kessié, Rodriguez, Suso (41′ st Zapata), Kalinic, Bonaventura (90 Donnarumma A., 2 Calabria, 9 Andrè Silva, 15 Gomez, 17 Zapata, 29 Paletta, 31 Antonelli, 63 Cutrone, 73 Locatelli). All. Gattuso
Arbitro: Mariani di Aprilia
Reti: 37′ pt Bonaventura, 5′ st Puscas, 12′ st Kalinic, 95′ Brignoli
Ammoniti: Romagnoli per comportamento non regolamentare, Cataldi, Rodrguez e Di Chiara per gioco scorretto, Zapata comp., D’Alessandro per gioco scorretto. Non regolamentare, Abate per gioco scorretto.
Calci d’angolo: 4-3 per il Benevento
Var: 0
Note: al 30′ espulso Romagnoli per somma di ammonizioni
Spettatori: 15.710 di cui 7.497 paganti

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Polemiche sui social per foto Insigne con Salvini

Matteo Salvini durante l'incontro con i giocatori del Napoli Lorenzo Insigne e Jos Callejon, insieme al vicepresidente del Napoli Edoardo De Laurentiis, a Castel Volturno ANSA/UFFICIO STAMPA MATTEO SALVINI © ANSA

L’avvicinamento alla sfida contro la Juventus è passato in secondo piano a Napoli, dove l’argomento del giorno è la foto di Lorenzo Insigne e José Callejon, insieme al vicepresidente del Napoli Edoardo De Laurentiis, con Matteo Salvini. I napoletani si sono scatenati in migliaia di post di delusione e rabbia dopo aver visto lo scatto del leader della Lega che ieri è stato in visita a Castel Volturno, dove ha sede anche il quartier generale del Napoli. Il più bersagliato, da napoletano, è ovviamente Insigne.

“Questa foto è un calcio in faccia alla nostra città, da napoletano che punta ad essere un simbolo per questi colori e questa città dovresti vergognarti! La Lega Nord ci ha chiamati “Terroni e colerosi” per decenni ed ora si ricordano del Sud per racimolare qualche voto in più! La maglia si onora anche fuori dal campo”, scrive un utente su una pagina dedicata di solito alla celebrazione delle imprese di “Lorenzinho”. E anche su Twitter c’è una valanga di polemiche. “Profonda vergogna per Insigne che da napoletano avrebbe dovuto rifiutare la richiesta di una foto da quest’uomo. Uno che mai ha rispettato la nostra identità e il nostro amore per Napoli”, scrive un utente, mentre molti rivedono anche l’idea di asssegnare a Insigne la maglia numero 10: “Ma quello della foto con Salvini, è lo stesso Insigne a cui si vuole dare la numero 10, simbolo della napoletanitá?”, scrive un utente di Facebook.

Molti ricordano i cori contro i napoletani che si sentono in tutti gli stadi del centronord e la foto viene ricollegata all’impegno di Kalidou Koulibaly contro il razzismo che nei giorni scorsi è stato testimonial a Milano del Forum “Equal game” dell’Uefa contro le discriminazioni. “Una ferita inaccettabile che non deve passare sotto silenzio”, scrive un tifoso su una pagina dedicata a Sarri, la stessa dove un altro utente dedica a Insigne il video del celebre pernacchio di Eduardo de Filippo nel film “Napoli Milionaria”. C’è anche qualcuno che difende i due calciatori azzurri: “Basta che Callejon e Insigne facciano un selfie con Salvini (chiesto ovviamente da quest’ultimo) per diventare traditori. Sono due calciatori, personaggi pubblici fanno i selfie pure con i cani, fa parte del loro lavoro”, scrive un utente, mentre un altro attacca Salvini: “Puoi farti le foto con i giocatori del Napoli, puoi farti una foto dove mangi una pizza a via Caracciolo, puoi farti una foto a san Gregorio Armeno ora che si avvicina Natale, puoi cambiare nome da Lega Nord a “Lega”. Ma ricorda: Napoli non ti vuole”. E sul profilo twitter di Salvini, sotto la foto, non mancano le critiche anche dei leghisti: “La lega Nord ormai è la Lega sud si è trasformata troppo per i miei gusti”, scrive una sostenitrice evidentemente delusa.

“Per una questione di educazione abbiamo incontrato e ascoltato ieri sera Matteo Salvini – così il Napoli su twitter – che soggiornava nel nostro albergo. Salvini voleva porgere le sue scuse per le dichiarazioni contro i napoletani fatte in passato. Non le abbiamo accettate ma lo abbiamo ascoltato volentieri”.

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