Calcio: L’Olimpico di Roma diventa granata

Il Tprino vola nei quarti di Coppa Italia. A segno De Silvestri nel primo tempo e il baby Edera nella ripresa, sofferenze nel finale dopo la rete di Schick. Ma Milinkovic-Savic (che aveva parato un rigore a Dzeko) abbassa la saracinesca

L’Olimpico di Roma si conferma terra di conquista per il Toro. Nove giorni dopo la vittoria per 3-1 contro la Lazio in campionato, i granata (per l’occasione in maglia bianca) battono a domicilio anche la Roma e volano nei quarti di Coppa Italia, con la prospettiva di giocare un derby contro la Juve subito dopo il Capodanno finalmente diverso da quelli degli ultimi anni.

I granata hanno giocato con l’ardore e il coraggio di chi non si rassegnava al ruolo di vittima sacrificale, portando a casa vittoria e qualificazione grazie alle reti di De Silvestri nel primo tempo e al bis del baby Edera nella ripresa, che aveva già segnato contro la Lazio una settimana fa. I compagni hanno fatto così un bellissimo regalo di compleanno a capitan Belotti (24 anni, auguri), dimostrando di saper soffrire nel finale, quando la Roma ha trovato il 2-1 con Schick. Prima e dopo, però, il gigante serbo Milinkovic-Savic ha abbassato la saracinesca, segnalandosi anche per il rigore parato a Dzeko e quando non ci sono arrivati i suoi guantoni, in due occasioni lo hanno salvato i legni.

Numerose sono state però anche le occasioni del Toro, che alla fine non ha rubato nulla sbancando l’Olimpico, a conferma che i granata, quando indovinano la serata sono in grado di far male anche alle avversarie più quotate del campionato. E ora testa non alla Juve, ma alla Spal, avversaria sabato in campionato in una sfida delicatissima nella corsa ad un piazzamento europeo.

 

Cronaca. All’Olimpico di Roma sono tantissimi gli spazi vuoti in un pomeriggio infrasettimanale (e con la diretta tv), a conferma che la Coppa Italia con questa formula non riesce ad accendere l’interesse del pubblico. Tra i giallorossi padroni di casa tante le seconde linee in campo, ad iniziare dal portiere Skorupski, mentre il tridente offensivo è composto da El Shaarawy, Schick e Under, il Toro risponde con la formazione che si era palesata alla vigilia, con Milinkovic-Savic tra i pali, ma tanti big in campo e in avanti Niang e il baby Edera a sostenere capitan Belotti. Proprio il Gallo, dopo una prima occasione creata da Niang, chiama il portiere Skorupski ad un doppio intervento al 3’, a conferma di una partenza volitiva da parte della formazione di Mihajlovic.

Il Toro continua a macinare gioco, anche se fatica ad arrivare dentro i sedici metri, se si eccettua una incursione di Molinaro, ben imbeccato da un vivace Niang, ma al 23’ i granata vanno ad uno passo dal vantaggio: sugli sviluppi di un calcio di punizione, il colpo di testa di De Silvestri costringe Skorupski a salvarsi con un balzo felino. Pochi minuti dopo arriva la risposta della Roma, con la traversa che salva Milinkovic-Savic sulla sventola dalla distanza di El Shaarawy, la formazione di Eusebio Di Francesco insiste e con Emerson Palmieri prima e Under poi non trova la porta al termine di belle azioni manovrate. Nel momento migliore dei giallorossi, però, un contropiede del Toro potrebbe fare male, ma Niang perde l’attimo fuggente e consente alla difesa di salvarsi in corner. Sugli sviluppi del calcio d’angolo, però, arriva l’1-0 granata al minuto 38: Skorupski dice di no al colpo di testa di Belotti, ma non può nulla sul successivo tap in di De Silvestri.

La Roma potrebbe trovare quasi subito il pareggio, ma Milinkovic-Savic è attento sulla conclusione bassa di Under, mentre in avvio di ripresa è ancora il solito El Shaarawy a rendersi pericoloso, trovando la pronta risposta del portiere di riserva del Torino, che sfodera un gran riflesso per dire di no alla zampata dell’ex milanista. I granata sono bravissimi a raccogliersi tutti a protezione della loro porta, senza però rinunciare a ripartire e al quarto d’ora vanno vicinissimi al raddoppio, ma Acquah sbaglia la misura dell’ultimo tocco per Edera, che deve allargarsi e di destro mette alto da posizione favorevole. Di Francesco fa ricorso alla sua panchina ricca di campioni e a mezz’ora dalla fine si affida a Perotti, che rimpiazza il deludente Under, con l’ex genoano che testa subito i riflessi di Milinkovic-Savic, bravo anche al 19’ su Gerson, mentre è il palo che lo salva poco dopo sul colpo di testa di Schick da due passi.

Poi scocca l’ora di Pellegrini, in campo al posto di Gerson, mentre Mihajlovic opera il primo cambio solo ad un quarto d’ora dal 90’, quando Berenguer entra al posto di un Niang convincente nel primo tempo ma spentosi alla distanza. E proprio dai piedi dello spagnolo nasce il cross che il giovane Edera trasforma nel 2-0, confermando che lo stadio Olimpico è il suo portafortuna. Quando vittoria e qualificazione sembrano in ghiaccio, Moretti commette fallo da rigore su Schick e la Roma ha la possibilità di accorciare le distanze dal dischetto, ma Milinkovic-Savic ipnotizza Dzeko con un gran balzo alla sua destra. La porta granata resta involata fino a cinque minuti dalla fine, quando Schick risolve con un rasoterra un’azione tambureggiante, riaccendendo le speranze dei suoi: il Toro soffre nel contenere le ultime sfuriate giallorosse, Milinkovic-Savic abbassa la saracinesca su Dzeko, che al 90’ manda alto da buona posizione, in contropiede il nuovo entrato Rincon si divora persino il terzo gol, ma c’è da sudare fino al 94’ e all’ultima conclusione di Schick. Il 2-1 resiste e i granata si regalano un quarto di Coppa Italia che mancava dal lontano 2009.

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